Sicurezza
«Luci spente contro l’abbandono»
Black out di 10 minuti in montagna. I sindaci: cittadini, venite nelle piazze
ABETONE. Una protesta simbolica, ma a dimostrazione che i montanari – istituzioni, categorie economiche e privati cittadini – sanno condurre con unità le proprie battaglie. Questo l’obiettivo del blackout programmato organizzato dai 5 Comuni della montagna - Abetone, Cutigliano, Piteglio e Sambuca e San Marcello - per domani, quando l’illuminazione pubblica si spegnerà dalle 22 alle 22,10, nelle frazioni capoluogo.
L’iniziativa, cui hanno aderito anche le frazioni pistoiesi di Le Piastre e Pracchia, è stata illustrata ieri mattina con una conferenza stampa, aperta ai cittadini, in palazzo civico a San Marcello. Sono intervenuti i sindaci Luca Marmo di Piteglio (anche presidente dell’Unione dei comuni), Silvia Cormio di San Marcello, Giampiero Danti di Abetone, il vicesindaco di Cutigliano, Franco Giani e Giuliano Tonarelli, albergatore e promotore dell’idea iniziale di una serrata di protesta degli esercizi commerciali. Fra il pubblico sedevano esponenti delle categorie economiche, amministratori presenti e passati, il consigliere di minoranza del comune di Pistoia, Alessandro Capecchi, una rappresentanza della Proloco di Pracchia. «Questa iniziativa risponde alle sollecitazioni pervenute dalle categorie economiche e dagli operatori del territorio – ha detto Marmo –la crisi generale si ripercuote con più forza su un territorio debole come la Montagna. I 10 minuti di buio sono un simbolo per dire che la montagna rischia di spegnersi, ma anche un punto di partenza per riaccendere una speranza, stimolo all’aggregazione di tutte le forze positive del territorio per stabilire le priorità e aprire dunque un percorso condiviso con gli enti sovraordinati, anche tramite la stipula di un patto per la montagna con la Regione. Chiediamo con forza – ha continuato Marmo -la partecipazioni di tutti i cittadini, perché anche loro spengano le luci e si riversino delle frazioni capoluogo con un lumino, una torcia o una candela in mano. Un modo per far vedere che ci siamo e siamo uniti».
Cormio ha sottolineato che i Comuni faranno il possibile per avvisare i cittadini del blackout per scongiurare situazioni di pericolo. Dalla viabilità plurisecolare e precaria, ai tagli sull’ospedale Pacini, alla soppressione degli sportelli bancari e postali, lunga la lista dei disagi vissuti da chi abita sul territorio montano. «Siamo abbandonati– ha detto Danti – è l’ora di scendere in piazza veramente per dire che pretendiamo lo stesso sostegno economico che è stato garantito dal settore pubblico alle altre aree montane d’Italia». Il vicesindaco Giani ha ribadito come la montagna sia da considerare una risorsa e non un problema. Tonarelli ha annunciato ai sindaci la richiesta, da parte degli esercenti, di supporto per una nuova protesta pacifica davanti al Palazzo della Regione. Danti si è detto favorevole poiché alla montagna servono risposte certe entro l’autunno, mentre Marmo ha suggerito di sparare questa cartuccia solo dopo aver tentato il percorso collaborativo. (e.v.)
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