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Pistoia

In pensione lo storico ispettore Giuseppe Di Marco

In pensione lo storico ispettore Giuseppe Di Marco

PISTOIA. Dopo quarant’anni dedicati al corpo della polizia municipale, prima a Larciano e poi a Pistoia, è andato in pensione lo storico ispettore Giuseppe Di Marco. Un punto di riferimento negli...

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PISTOIA. Dopo quarant’anni dedicati al corpo della polizia municipale, prima a Larciano e poi a Pistoia, è andato in pensione lo storico ispettore Giuseppe Di Marco. Un punto di riferimento negli ultimi 26 anni al comando di via Vergiolesi, prima, e di via Pertini, poi, per colleghi e cittadini. «Ora mi dedicherà al mio nipotino e alle camminate. E finalmente mi riposerò» spiega.

Il 31 luglio scorso, ultimo suo giorno di lavoro, l’ispettore Di Marco ha voluto salutare gli amici e colleghi con la sua consueta riservatezza, quasi in sordina, inviando loro una lettera, in cui, ripercorsa la propria carriera, li ringrazia e, abbracciandoli, augura loro un buon proseguimento di lavoro. «Volevo porgervi un affettuoso saluto, scusandomi con voi perché non organizzerò neanche una piccola festicciola».

Era il primo settembre 1974 quando Giuseppe Di Marco assunse il suo primo incarico, “Guardia messo notificatore” al Comune di Larciano, dove arrivò in seguito a ricoprire il ruolo di responsabile dell’allora Servizio di polizia municipale. Il primo ottobre 1988, grazie alla mobilità tra enti pubblici, ottenne il trasferimento al comando della polizia municipale di Pistoia, dove assunse il ruolo di ispettore responsabile del Servizio viabilità e, successivamente, quello di responsabile del Servizio segreteria e bilancio.

«Sotto la guida del comandante Marrese, prima, del comandante Napolitano e della comandante Giunti poi, e delle varie amministrazioni che si sono susseguite, ho cercato di esprimere tutta la mia professionalità» spiega Di Marco.

«Da allora fino ad oggi – prosegue – ho cercato di adoperarmi per dare il mio contributo, a qualsiasi ora del giorno e della notte, alla crescita del comando, adeguandomi alle esigenze dello stesso con efficienza e impegno costante. Sono convinto e felice di aver fatto il mio dovere fino all’ultimo, e soddisfatto delle scelte che ho fatto in questi quarant’anni, scusandomi se qualche volta mi sono comportato male nei vostri confronti».

«Certamente – conclude – mi mancherà il rapporto di collaborazione e amicizia che si è instaurato negli anni, ma dopo quarant’anni di servizio penso che un po’ di riposo me lo sia meritato».

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