Il Tirreno

Pistoia

GIOSTRA DELL’ORSO

Si cercano prove del dolo eventuale

Prosegue l’inchiesta della procura sulla morte dei due cavalli

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PISTOIA. Proseguono le indagini della procura sulla morte dei due cavalli abbattuti dopo essere rimasti gravemente feriti nell’ultima edizione della Giostra dell’Orso. In attesa dei primi responsi dalle analisi sui campioni prelevati durante l’autopsia per l’eventuale esclusione dell’ipotesi doping, l’altro aspetto dell’inchiesta verte – tramite l’acquisizione di documenti e testimonianze – sulla questione della sicurezza.

Essendo il reato di maltrattamento di animali un reato doloso, che presuppone cioè una volontarietà di fare del male, escludendo a priori tale ipotesi, il presupposto per arrivare ad un sospetto di colpevolezza dovrebbe essere basato sul dolo eventuale: nel caso specifico, qualcuno era a conoscenza dei gravi rischi di incidente e consapevolmente ha deciso ugualmente di correre accettando le possibili conseguenze?

Anche in manifestazioni sotto l’egida del Coni, come quest’anno la Giostra di Pistoia, infatti vi deve essere sempre quel grado di diligenza, di rispetto dei parametri di sicurezza e dei criteri di prudenza di cui punto di riferimento può essere ad esempio l’ordinanza del ministero della Salute del 2011 che disciplina le manifestazioni popolari o private con l’impiego di cavalli. È all’interno dei confini di tali principi che, anche se la normativa non è applicabile alla manifestazione pistoiese, la procura si sta muovendo: caratteristiche della pista, impiego di cavalli di età non inferiore ai 4 anni, cavalieri non pregiudicati per maltrattamenti o uccisione di animali...

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