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Pistoia

Santonuovo, le poste chiudono a metà settembre

Santonuovo, le poste chiudono a metà settembre

Presidio di protesta dei sindacati, a cui si unisce il vicesindaco Romiti: resti almeno un ufficio per i cittadini

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QUARRATA. Una decisione unilaterale dell’azienda alla base della chiusura, fissata per il 12 settembre, dell’ufficio Posteimpresa di Santonuovo. Chiusura imminente, che ha scatenato la protesta da parte delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, che hanno dato vita ad un presidio nel piazzale dell’ufficio postale. «Una decisione presa unilateralmente come nel 2011 - denunciano i sindacati - quando l’ufficio passò da ‘retail’, quindi aperto a tutte le utenze private, a ‘business’ per le sole aziende».

«Si tratta – spiega il segretario provinciale Slc/Cgil Gianluca Balli - del secondo ufficio Posteimpresa che chiude in provincia di Pistoia nel giro di poco tempo, dopo quello di Agliana. Un nuovo colpo all’occupazione nel nostro territorio. Siamo a 16 posti di lavoro persi nel giro di un anno». L’ufficio di Santonuovo impiega, infatti, con profili professionali diversi, 8 persone, che non saranno licenziate, ma dovranno essere ricollocate. Altre 8 lavoravano al Posteimpresa di Agliana ed alcune di loro, dopo la chiusura, sono state impiegate fuori dal territorio provinciale. La richiesta dei sindacati è chiara: tornare ad avere almeno un ufficio ‘retail’ per i cittadini a Santonuovo. «Quello che è inaccettabile – sottolinea Sara Marraccini (Uil Poste e Rsu) – è che dopo pochi anni l’azienda chiuda senza ascoltare i cittadini. Adesso ci sono le 8 persone che lavoravano qui da ricollocare, che potrebbero essere impiegate anche fuori dal territorio provinciale».

«Parliamo di un’azienda, Poste Italiane – ricorda Giusepppe Totaro (Slp/Cisl) – che sbandiera oltre un miliardo di euro di attivo. La nostra richiesta è di tornare ad un ufficio che serva tutta la cittadinanza di Santonuovo. Adesso – prosegue Totaro – incontreremo i sindaci di Quarrata e Serravalle e chiederemo aiuto anche al prefetto».

«L’amministrazione di Quarrata – afferma il vicesindaco Gabriele Romiti, intervenuto al presidio – esprime dispiacere per questa chiusura. L’errore più grande fu fatto nel 2011 con la trasformazione dell’ufficio in Posteimpresa. In quell’occasione raccogliemmo circa un migliaio di firme per mantenere un servizio per circa 4mila abitanti». Una decisione inaspettata quella delle Poste, dopo che il personale era stato aumentato qualche mese fa, creando aspettative intorno all’ufficio dedicato alle imprese. I disagi, che dal 2011 hanno riguardato i cittadini della frazione, privati dei servizi postali in favore delle aziende, con la chiusura definitiva arrivano a toccare anche le realtà produttive. «Noi – interviene durante il presidio Patrizia Bisori di un’azienda di Quarrata - adesso dove andiamo? Dobbiamo ritrovarci a fare 3 o 4 ore di fila all’ufficio di Quarrata?».

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