Attenzione
Santonuovo, chiude la posta e scoppia la protesta
Presidio davanti all’ufficio Posteimpresa di sindacati e lavoratori. Il Comune: decisione non condivisibile
QUARRATA. E’ prevista per metà settembre la chiusura dell’ufficio postale di Santonuovo. L’ufficio, da oltre 3 anni, rivolgeva i propri servizi solamente alle aziende, dopo la decisione presa da Poste Italiane nel 2011 e le proteste che ne seguirono. La chiusura è stata comunicata dalle Poste anche all’amministrazione comunale alcuni giorni fa, aprendo scenari di incertezza sia per i lavoratori dell’ufficio che per i suoi utenti. Per questo le organizzazioni sindacali di categoria e le Rsu aziendali hanno organizzato un presidio con inizio alle 11,30 di questa mattina (venerdì 8 agosto), proprio davanti all’ufficio postale in via Europa 327 a Santonuovo.
In ballo - anche se non si parla di nessun licenziamento - ci sono il futuro delle 8 persone con diversi profili professionali che ancora per qualche giorno saranno impiegate nella frazione quarratina e quello delle aziende clienti. Rimane infatti da capire dove e come verranno impiegati i lavoratori che oggi compongono l’organico dell’ufficio di Santonuovo. Un’ipotesi formulata dall’azienda, riferisce il sindaco di Quarrata Marco Mazzanti, è quella secondo la quale chi si occupa adesso di seguire le aziende possa farlo recandosi direttamente dal cliente. I sindacati, sottolinea Giuseppe Totaro (Slp/Cisl), oltre ad essere contrari alla chiusura, vorrebbero che l’ufficio di Santonuovo tornasse a svolgere servizio anche per tutti i cittadini, come avvenuto fino all’inizio del 2011.
Sulla stessa linea il vicesindaco di Quarrata Gabriele Romiti: «Siamo contrari a questa ipotesi di chiusura. La nostra posizione è che gli uffici restino sempre aperti. L’azienda – prosegue - ci ha comunicato la propria decisione sabato scorso. E’ un altro passo indietro di Poste Italiane. Sarò presente al presidio delle 11,30 e appoggerò la posizione dei sindacati». Alla base della scelta, secondo Romiti - che conferma che la vicenda non porterà a nessun licenziamento - un ufficio che si è rivelato diseconomico. «L’errore più grosso – spiega il vicesindaco – fu fatto nel 2011, quando l’ufficio postale di Santonuovo fu trasformato in Posteimpresa per le sole aziende. In quell’occasione – ricorda - portammo avanti una grande lotta con una raccolta firme perché continuasse a svolgere i servizi per i cittadini. Come conseguenza della scelta del 2011 alcuni utenti decisero di chiudere il proprio conto, mentre altri si trovarono costretti a spostarsi da Santonuovo agli uffici di Montemagno e Casalguidi».
«Le Poste - secondo il sindaco Mazzanti – stanno andando sempre di più verso al privatizzazione, tagliando quelli che chiamano ‘rami improduttivi’, facendo venire meno il servizio ai cittadini». Già a luglio dello scorso anno era stata decisa la chiusura dell’ufficio Posteimpresa di Agliana a pochi anni dall’apertura, avvenuta nel 2008.
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