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Pistoia, il polo universitario ricuce i pezzi: Assindustria non lascia
Il professor Pagnini: «La città non perderà il distaccamento». Le quote della Camera di commercio forse rilevate dalla Fondazione Caripit
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PISTOIA. Un’università “on line” con corsi, master, scuole e pubblicazioni di alto livello. Specializzata nel verde e nella salute, con un occhio di riguardo per il settore trainante dell’economia locale, il vivaismo.
Il programma triennale che i soci voteranno nell’assemblea di settembre cerca il rilancio di Uniser, e il presidente Alessandro Pagnini, docente universitario di Storia della filosofia, guarda al futuro con evidenti aspettative dopo le difficoltà patite negli anni e la chiusura di corsi su cui il distaccamento pistoiese aveva inizialmente investito molto, vedi Ingegneria dei trasporti. Deve però fare i conti con una situazione societaria problematica per la defezione di due soci fondatori: Provincia e Camera di Commercio, che detengono entrambe il 22% delle quote (insieme alla Fondazione Caripit).
La buona notizia è che resteranno nella compagine societaria Associazione Industriali, AnsaldoBreda e Comune di Quarrata. Hanno quote molto più piccole, inferiori al3%, ma la loro volontà di uscire aveva generato polemiche e preoccupazioni. Soprattutto quella di Assindustria, con l’associazione presieduta da Federica Landucci che in inverno aveva reso manifesta l’intenzione di lasciare il consorzio, ritenuto non più “attrattivo”.
«Nell’assemblea - spiega il professor Pagnini - le posizioni si sono ricomposte. Lo statuto, d’altra parte, parla chiaro: c’è un impegno preso fino al 2024, da cui non si può recedere a meno che non sopraggiungano determinanti cambiamenti normativi come nel caso della Provincia. Dalla presidente Federica Fratoni, peraltro, è arrivata la rassicurazione di voler garantire il proprio impegno in favore del progetto universitario, nelle forme che saranno consentite dalle nuove normative». Anche per la Camera di Commercio sono in arrivo cambiamenti di rilievo: non potrà avere partecipazioni in società e consorzio che non producono utili e non ritenute strategiche. «È anche plausibile ritenere - afferma Pagnini - che nella conversione del decreto in legge siano inserite delle clausole per gli impegni presi nelle partecipate già attive».
La quota dell’associazione presieduta da Stefano Morandi potrebbe - il condizionale è d’obbligo alla luce del confronto tuttora in corso - essere rilevata dalla Fondazione Caripit del professor Ivano Paci. Più difficile, ma non impossibile, che il Comune rilevi tutte le quote della Provincia, ma ci sono altri interlocutori pronti a subentrare: tra questi un importante istituto di credito e un’azienda vivaistica.
Resteranno, anche se con quote riviste al ribasso, Comune di Quarrata e AnsaldoBreda. Anche la loro parte sarà rilevata dai nuovi ingressi.
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