Blitz di An-Fratelli d’Italia al “San Jacopo”
Il consigliere regionale Donzelli punta il dito contro pronto soccorso, parcheggio e carenze progettuali
PISTOIA. Personale del pronto soccorso insufficiente, sala d’attesa troppo piccola, parcheggio selvaggio, lavori in corso per adeguamenti imposti dai vigili del fuoco che dimostrano le carenze progettuali del nuovo ospedale di Pistoia. Questi alcuni dei punti problemi evidenziati da Giovanni Donzelli, consigliere regionale di Alleanza Nazionale-Fratelli d’Italia, al termine del suo “blitz” di ieri mattina al San Jacopo di Pistoia. Una visita lampo per verificare la situazione dell’ospedale a un anno dalla sua inaugurazione nella quale è stato guidato dallo stesso direttore generale dell’Asl 3, Roberto Abati.
«Ho riscontrato disponibilità e professionalità nel personale direttivo dell’ospedale San Jacopo con il quale ho parlato – spiega Donzelli – ma anche così tanto attaccamento all’azienda sanitaria da arrivare a negare o a minimizzare alcune situazioni di difficoltà della struttura: come il personale del pronto soccorso non numericamente sufficiente alle necessità, le oltre duecento vertenze giudiziarie aperte da medici dell’ospedale, una sala d’aspetto da 37 posti troppo piccola per accogliere i pazienti in attesa d’assegnazione del codice di priorità e gli eventuali accompagnatori, tempi d’attesa per gli utenti che alle volte sforano il massimo di un’ora previsto dalla legge arrivando a 3, 4 o addirittura 6 ore».
Donzelli punta il dito anche sul parcheggio a pagamento: «La scelta di far pagare la sosta – dice – nonostante l’ospedale si trovi fuori della città, ha provocato un parcheggio selvaggio maggiore di quello in tante discoteche d’Italia».
In questo mese sono in corso dei lavori di adeguamento alla normativa antincendio riguardanti alcuni ambulatori e stanze di degenza. Lavori necessari dopo i sopralluoghi dei vigili del fuoco: «Un’ulteriore dimostrazione – spiega Donzelli – dei problemi economici e strutturali del nosocomio, che potevano benissimo essere evitati, segno degli errori commessi nella pianificazione sanitaria regionale».
Nel corso dell’incontro, il direttore generale Roberto Abati, riguardo ai lavori di adeguamento antincendio, ha spiegato che stanno riguardando complessivamente la sigillatura dei bagni di 24 stanze, tra ambulatori e camere di degenza, con lavori realizzati ogni settimana in tre coppie di stanze della stessa area omogenea, in modo da non creare disagi ai pazienti. La conclusione è prevista entro il 17 agosto.
Sulla sala d’aspetto il numero uno di via Pertini ha invece chiarito che è riservata ai soli accompagnatori, visto che il paziente, una volta ricevuto il proprio codice di gravità, viene subito preso in carico dal personale e sistemato nelle apposite sale.
Infine sul personale: «Dopo l’aumento degli ingressi al Pronto soccorso del 6-7% nei mesi scorsi, a causa del trasferimento dell’ospedale in una zona all’uscita dell’autostrada ben raggiungibile – spiega il dottor Andrea Cai, direttore dell’Unità operativa Pronto soccorso – dalla metà di giugno siamo tornati alla normalità, con 150 persone al giorno. Usciti da una situazione di contingenza, quindi, valuteremo adesso l’adeguatezza numerica del personale alle necessità».
Leonardo Soldati
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