Gioco
Emergenza sbarchi poliziotto si scopre positivo al test Tbc
L’agente pistoiese è appena tornato da una missione in Sicilia La denuncia del sindacato Sap: le protezioni sono insufficienti
PISTOIA. Il Sap di Pistoia aveva lanciato l’allarme già il 24 maggio scorso, quando anche i poliziotti della nostra provincia avevano cominciato ad essere aggregati in Sicilia per far fronte all’emergenza sbarchi. Era stato il segretario provinciale del Sindacato autonomo di polizia, Andrea Carobbi Corso, a denunciare le condizioni di particolare disagio e la grave situazione igienico sanitaria del personale impiegato nei servizi di controllo ed accompagnamento dei profughi appena sbarcati in Italia: una semplice mascherina usa e getta e guanti di lattice le uniche protezioni fornite loro.
Preoccupazioni fondate: uno di quei poliziotti pistoiesi inviati in uno dei centri di accoglienza nel sud Italia e rientrato nei giorni scorsi, è risultato positivo al test per la tubercolosi.
«Purtroppo il grido d'allarme che il Sap aveva lanciato non ha avuto adeguata risposta – lamenta Carobbi Corso – Politica e amministrazione hanno minimizzato i problemi segnalati, sicuramente per diminuire le proprie responsabilità. Che le nostre preoccupazioni erano fondate, lo dimostrano i fatti: proprio oggi abbiamo appreso che a Pistoia, dopo altre città italiane, un poliziotto è risultato positivo agli esami per la Tbc dopo un periodo di aggregazione presso i centri di prima accoglienza».
L’eventualità di una contaminazione, in effetti, è alta in certe situazioni. Chi è affetto da tubercolosi polmonare o laringea, fintanto che non viene adeguatamente curato, può emettere bacilli nell'aria circostante con la tosse, gli starnuti o semplicemente parlando. D’altra parte va chiarito che un risultato positivo del test tubercolinico usualmente indica semplicemente che una persona ha contratto l'infezione. Ciò significa che il bacillo tubercolare si trova nell'organismo, ma non che vi sia la malattia attiva.
Quando un organismo viene a contatto con il bacillo presente nell'aria, infatti, il suo sistema immunitario produce specifici anticorpi e mette il germe sotto controllo impedendone la crescita e la diffusione. Il bacillo può così rimanere per anni in uno stato inattivo. Le persone con infezione tubercolare non presentano sintomi, non sono malati, non possono in alcun modo trasmettere la Tbc agli altri. Più del 90% di loro non svilupperà mai la malattia.
Ciò nonostante, la preoccupazione per chi si ritrova a contatto con il bacillo per motivi esclusivamente professionali, è comprensibile.
«È necessario sottolineare – prosegue il segretario pistoiese del Sap – che giocare con la salute dei poliziotti, non giova a nessuno, tanto meno alle famiglie dei colleghi, che per motivi di lavoro vengono colpite direttamente, da quelle che sono solo mancanze e carenze. Il Dipartimento, quale datore di lavoro, ha la responsabilità della salute dei poliziotti, del rispetto della normativa 626 e delle profilassi previste per legge. Il governo e l'amministrazione debbono assumersi la diretta ed unica responsabilità.Per il Sap al primo posto c'è la salute dei poliziotti e continueremo a denunciare le gravi mancanze che sono costretti a subire gli uomini in divisa quotidianamente».
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