Il Tirreno

Pistoia

il precedente

Nel 1999 la città fu divisa in 7 microzone omogenee

PISTOIA. Anche la riforma del catasto appena partita si basa in parte sull’individuazione di “microzone”, cioé aree del territorio comunale caratterizzate da caratteristiche simili, anche degli...

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PISTOIA. Anche la riforma del catasto appena partita si basa in parte sull’individuazione di “microzone”, cioé aree del territorio comunale caratterizzate da caratteristiche simili, anche degli edifici.

Un lavoro del genere a Pistoia era già stato fatto nel 1999, in occasione di un precedente tentativo di riforma del catasto. E portò all’individuazione di sette microzone omogenee. La prima è quella che comprende il centro storico e l’immediata periferia, dove è concentrato il 46,1% (all’epoca) delle abitazioni, in buona parte “economiche”(cioè A/3). All’epoca il Comune ne contò 11.749. Inutile dire che qui si trovano le quotazioni più alte.

Le altre microzone sono: piana pistoiese (ad eccezione dell’area al confine con Serravalle, comprende il 37% delle abitazioni, ma le quotazioni sono più basse); zona pedecollinare e collinare (Ponzano, Baggio, Sammommè, Castagno, San Felice, Piazza, Torbecchia, Groppoli); montagna versante tirrenico (Pupigliana, Castello di Cireglio, Borghetto, Le Grazie, Saturnana); montagna versante adriatico (Pracchia, Orsigna, Spedaletto); zona produttiva di Sant’Agostino; zona di Cireglio e Le Piastre.

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