Sicurezza
Satis, licenziamenti più vicini per 25 lavoratori
L’azienda di mobili di Casini ha respinto la proposta del contratto di solidarietà. La Cgil: intervengano le istituzioni
QUARRATA. Satis l'azienda respinge il contratto di solidarietà proposto dai lavoratori.
In un incontro che si è tenuto ieri all'Associazione Industriali di Pistoia, la proprietà della Satis ha respinto l'ipotesi di utilizzo del contratto di solidarietà in alternativa ai licenziamenti.
«In risposta al generoso, responsabile e lungimirante atto dei lavoratori che venerdì scorso in assemblea avevano con grande determinazione proposto il CdS, l'azienda rilancia con l'ipotesi del taglio dei posti di lavoro per aggredire il calo di fatturato», spiega Marco Ballati, segretario provinciale della Fillea Cgil, che critica duramente la proprietà.
«Riteniamo tale atteggiamento aziendale, miope e non lungimirante, la via breve alla soluzione di una crisi aziendale che ha radici profonde nel mercato, nell'innovazione di prodotto e processo piuttosto che nella pura contabilità dei costi e utili.
I lavoratori della Satis - sostiene Ballati - stanno dimostrando una straordinaria maturità, ed in tal senso pensiamo che questa vertenza rappresenti per il territorio di Quarrata, fortemente provato dalla crisi e da scelte miopi, un simbolo».
Ballati chiama adesso in causa la politica. «Siamo convinti della necessità di interesse di tutte le istituzioni locali.
Questa vicenda è infatti paradigmatica della situazione economica del distretto del mobile, non è più il tempo di assistere ad una desertificazione di questa portata».
Il mobilificio di Casini è aperto da oltre 40 anni, ha attualmente 50 addetti, e la metà di essi rischia il posto di lavoro. La proprietà ha informato i sindacati che negli ultimi due anni il calo degli ordinativi avrebbe raggiunto il 40%.
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