La manifestazione
Sott’acqua case, cantine e campi coltivati
Allagamenti tra Pistoia e la Piana, residenti infuriati puntano il dito contro le aziende vivaistiche e i fossi trascurati
PISTOIA. Il nubifragio si è scatenato attorno alle due di notte. Epicentro, questa volta, il Montalbano. E a finire sott’acqua sono state abitazioni, strade, campi coltivati e vivai dei comuni che si estendono alle pendici del massiccio che divide le province di Pistoia, Prato e Firenze. Per per tutta la nottata e l’intera mattinata di ieri è stato un tour de force per le squadre di vigili del fuoco, Protezione civile, polizia municipale, forze dell’ordine, Vab e Croce rossa.
Le emergenze più gravi, nel Pistoiese, si sono avute a Casalguidi, a Cantagrillo, a Quarrata, a Bottegone, al Chiodo, a Piuvica, a Chiazzano... Allagamenti anche ad Agliana, nelle vie Ferrucci, Nerucci, Acqualunga e Garcigliana. In sole tre ore, dalle 23 di martedì alle 2 di ieri, su queste zone si sono riversati oltre 80 millimetri di pioggia. Precipitazioni intense e concentrate che hanno messo in crisi il sistema idraulico secondario, tra cui i fossi Acqualunga, Ombroncello e Senice.
Infuriati i cittadini che, in piena estate, e come troppo spesso in autunno e in inverno, si sono ritrovati prigionieri nelle loro abitazioni, con le cantine allagate, i sacchetti di sabbia davanti alle porte e le strade interrotte.
Nel mirino della loro rabbia, le aziende vivaistiche, colpevoli, secondo loro, di aver rialzato e impermeabilizzato i terreni adibiti alle coltivazioni e alla vasetteria: l’acqua non può far altro che ruscellare verso le loro porte. E sotto accusa c’è anche la rete idraulica minore, quei fossi e fossetti da troppo tempo non manutenuti, intasati da rifiuti e arbusti o addirittura tombati.
Via Brana. Sul piede di guerra i residenti di via di Brana, nel comune di Quarrata, di cui si fa portavoce Daniele Manetti: «L’acqua arriva dai fossi minori del comune di Pistoia. I problemi erano ben noti all’amministrazione comunale e a tutti gli altri enti responsabili. E, come ripetiamo da tempo, i lavori di ripristino devono essere fatti durante questo periodo estivo. Facciamoci immediatamente sentire: per lunedì 4 agosto avevamo già invitato il responsabile del rischio idrogeologico, inizieremo a fargli vedere i problemi da questa strada».
«Anche una parte di via Ricasoli, all’incrocio con via Brana, è invasa dall’acqua – prosegue Manetti – Tutta acqua proveniente da Pistoia. È importantissimo che il sindaco di Pistoia convochi urgentemente l'osservatorio con tutte le associazioni e gli enti pubblici responsabili, in quanto le acque alluvionali portano sul nostro territorio innumerevoli inquinanti chimici».
Nella zona di Bottegone, le idrovore dei vigili del fuoco e della Vab sono entrate in azione in particolare in via del Leone, in via Bassa di San Sebastiano, in via D’Aragona. E poi a Piuvica, in via Nella.
Chiodo. Da sempre un altro punto critico della Piana pistoiese è quello del Chiodo, lungo la via Vecchia Pratese. Infuriato Marco Marrazzini, che abita al numero 373: «Dopo i rialzamenti dei terreni per venire incontro alle esigenze dei vivai, è già la quarta volta che mi trovo l'aia e la casa allagata. Ho già vinto una causa, ma non è servito a niente visto che i disagi ritornano puntuali a ogni nubifragio. Sinceramente mi sento un cittadino di serie B rispetto alle piante».
Massimo Donati
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