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Pistoia

Giostra dell’Orso, ecco le proposte della Compagnia per rilanciare l’evento

Giostra dell’Orso, ecco le proposte della Compagnia per rilanciare l’evento

Pistoia: «L’eccessiva velocità resta la causa di maggior rischio per cavallo e cavaliere, senza costituire un valore aggiunto per lo spettacolo». Punto per punto le eventuali modifiche - DITE LA VOSTRA E PARTECIPATE ALLA DISCUSSIONE

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PISTOIA. Si accende il dibattito su come e se rilanciare la Giostra dell’Orso dopo i tragici fatti dell’ultima edizione. E allora ecco il contributo della Compagnia dell’Orso con una lettera aperta al sindaco e alla cittadianza. "In un momento in cui la cittadinanza e le istituzioni appaiono divise tra chi vorrebbe cancellare del tutto la Giostra dell’Orso e chi vorrebbe invece apportarvi modifiche, la Compagnia dell’Orso vuole mettere a disposizione di questa riflessione, l’esperienza maturata in questi anni in ambito rievocativo".

La lettera, aperta ai cittadini e al sindaco, prosegue. "Siamo stati testimoni più volte di manifestazioni che sono riuscite a conciliare la salvaguardia dell’animale protagonista senza rinunciare alla spettacolarità e all’aspetto scenico dell’evento. Per questo ci sentiamo di poter proporre una rivisitazione dell’attuale regolamento tutelandone però gli aspetti caratteristici in modo da non snaturarne l’unicità e le peculiarità. In particolare ci sentiamo di evidenziare che, nonostante le sensibili migliorie apportate negli ultimi anni, l’eccessiva velocità resti la causa di maggior rischio per cavallo e cavaliere senza costituire un valore aggiunto per lo spettacolo, mentre pensiamo che alcune modifiche sarebbero di maggior impatto e ne caratterizzerebbero ancor di più l’aspetto rievocativo.

L’idea che proponiamo sarebbe di:

A- Munire i cavalli di gualdrappa riportante i colori del rione di appartenenza (vedi immagine a destra) e vestire i cavalieri con abbigliamenti consoni al periodo (senza però rinunciare né ai dispositivi di sicurezza né alla visuale);

- Modificare il regolamento in modo da far prevalere l’abilità del cavaliere sulla velocità: nello specifico prevedere una tornata in cui il cavaliere debba colpire il proprio orso e, qualora l’avversario non abbia colpito il suo, anche l’altro, ottenendo così i tre punti anche se non giunto per primo sul bersaglio;

- Limitare le velocità ammesse non solo entro un tempo massimo, ma anche al di sopra di un tempo minimo, in modo da obbligare l’andatura del cavallo a un piccolo galoppo, più elegante e molto meno pericoloso;

- Ammettere tra i cavalieri, come previsto dal bando, chiunque abbia un cavallo (a qualsiasi titolo) e voglia partecipare, magari attraverso selezioni indette da ogni singolo rione;

- Prediligere, anche per quanto suddetto, cavalli più robusti e meno delicati dei purosangue, visto che la maggiore velocità di questi ultimi non risulterebbe più un fattore determinante ai fini della gara.

Con questa proposta si salvaguarderebbero: il tracciato e tutta l’attuale struttura, la collocazione nel cuore della città, il caratteristico orso con il suo tradizionale meccanismo, la tipologia di torneo equestre e persino il punteggio.

Le novità invece riguarderebbero alcuni aspetti quali:

- la sicurezza di cavalieri e cavalli, che dovrebbero mantenere un’andatura meno forsennata e più adeguata al tracciato a causa delle bardature, della predominanza del fattore abilità nel colpire l’orso, dei tempi minimi e massimi da rispettare e del fatto che si tratta di cavalli in media più robusti nonché di proprietà o in uso allo stesso cavaliere;

- il maggiore coinvolgimento cittadino, dovuto al fatto che, oltre ad aprire la partecipazione a tutti, porterebbe ad organizzare selezioni che già di per sé costituirebbero un elemento di aggregazione della vita rionale;

- la più alta spettacolarità dell’evento, dovuta al fatto che ogni tornata non sarebbe più una corsa al limite delle capacità del cavallo, ma una cavalcata epica volta a focalizzare l’attenzione del pubblico sull’abilità del cavaliere; non di poco conto sarebbe anche il maggior appeal che avrebbe verso i sempre più numerosi turisti.

Tale proposta, pur nata in seguito ai tristi eventi occorsi, è da interpretarsi come uno spunto di discussione. In molti infatti, come noi, vorrebbero salvare un evento in cui si identifica buona parte della cittadinanza ed una tradizione che, se pur risalente soltanto al dopoguerra, esalta l’aspetto medievale di Pistoia appassionando generazioni di pistoiesi".

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