Sicurezza
«L’incidente mi ha ucciso dentro»
Il dolore del cavaliere di Oracle Force, il destriero del Grifone soppresso
PISTOIA. Anche se con la massima disponibilità, la voglia di parlare di Giacomo Cresci è davvero poca. E non potrebbe che essere altrimenti per il cavaliere del Grifone che, nell’11ª tornata della Giostra dell’Orso 2014, è stato sbalzato via dal suo cavallo, Oracle Force, dopo aver già concluso la propria corsa. Un incidente strano – «come lo sono tutti» dice lo stesso cavaliere – che è stato il preludio del drammatico finale di questa 40ª edizione, visto che il cavallo ha poi compiuto un movimento innaturale che lo ha portato a mettere male una zampa e ad azzopparsi: infortunio che ha portato al suo abbattimento.
Giacomo Cresci è ancora scosso e pieno di dolori: «Ho contusioni ovunque, sono un livido che cammina – dice – Anche se quel che è successo dopo mi ha ucciso moralmente. La caduta non me la so spiegare nemmeno io e non penso dipenda dalla velocità, visto che oramai la tornata era conclusa ed ero in fase di decelerazione».
Una Giostra funestata dalle cadute, ben quattro ed una per rione, con poche conseguenze per Giannini (Leon d’Oro) e Giacomoni (Cervo Bianco), mentre quelle di Cresci (Grifone) e Spinicci (Drago) sono state ben più gravi.
La colpa? C’è chi dice della pista, chi della troppa velocità dei cavalli, e forse alla fine proprio questo mix potrebbe aver provocato l’epilogo drammatico.
«Sulla pista non sta a me valutare perché ci sono persone preposte a farlo, ma la mia preoccupazione maggiore è stata subito per la sorte del cavallo. Noi li teniamo come figli, forse anche meglio, e quando succedono cose del genere è come se ti avessero tagliato una gamba». (s.m.)
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