Il dolore
Case popolari, è allarme per le truffe ai Comuni
Stranieri nel mirino dei carabinieri: moglie e figli tornano in patria e loro subaffittano gli alloggi a cui non avrebbero più diritto. Tre nuovi casi a Pistoia
PISTOIA. Il fenomeno coinvolge soprattutto gli stranieri che provengono dai paesi mediterranei dell'Africa, in particolare marocchini. Arrivano con la moglie, con i figli, tanti, trovano un lavoro, ottengono la residenza e, per via della famiglia numerosa e del reddito estremamente basso, spesso ottengono l'assegnazione di una casa popolare. Tutto in regola, perfettamente legittimo. Fino a quando, però, la moglie non torna in patria assieme ai bambini che, raggiunta una certa età, come vuole la tradizione e come, per le famiglie più integraliste, impone la religione, devono frequentare le scuole del loro paese per imparare l'arabo, o il francese, e per studiare il Corano. A quel punto, scatta la truffa.
Il capofamiglia infatti, rimasto da solo, in teoria, ricalcolando il punteggio derivante dai vari requisiti, perderebbe il diritto all'alloggio comunale e dovrebbe andare a cercarsi una nuova casa sul libero mercato. Ma a volte - e i casi sono in aumento - si guarda bene dal comunicare agli uffici dell'amministrazione comunale i cambiamenti sopraggiunti. Oltretutto, in questi casi solitamente sfrutta lo spazio rimasto libero in casa per ospitare a pagamento altri connazionali, se non arriva, addirittura, a subaffittare al nero a una famiglia di connazionali l'intero appartamento.
Pistoia e la sua provincia non sono immuni da tale fenomeno, che per le conseguenze che potrebbe avere sull'ordine pubblico (spesso è una guerra tra poveri tra italiani e stranieri, che genera preoccupanti tensioni, quella per l'ottenimento di una casa popolare) è seguito attentamente anche dalle forze dell'ordine. I carabinieri, in questi giorni, hanno segnalato tre casi al Comune di Pistoia, invitando gli uffici competenti ad effettuare i necessari incroci di dati (ad esempio tra frequenza scolastica dei ragazzi stranieri e famiglie assegnatarie di case popolari o altri tipi di agevolazioni relative all'Isee) per smascherare altre situazioni simili. Il reato per il quale i tre stranieri sono stati denunciati è quello di truffa aggravata ai danni di ente pubblico e falso.
Come detto, quello del subaffitto della casa popolare mantenuta illegalmente è un fenomeno che riguarda soprattutto gli stranieri magrebini. Ma non sempre. Come nel caso del rumeno denunciato mercoledì dai carabinieri di Pescia al termine di un servizio mirato proprio alla verifica della presenza nella case popolari degli effettivi assegnatari. Il 52enne rumeno era riuscito, con false attestazioni, ad ottenere la casa dal Comune, per poi subaffittarla al nero. Per non far sorgere sospetti, l'uomo provvedeva anche a farsi rimborsare a suo nome le bollette delle utenze domestiche.
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