Sicurezza
Ucciso dal guard rail: Provincia di Pistoia citata in giudizio
Chiedono i danni i familiari di Fabio Nanni, 23enne morto sulla variante di Bonelle. «Non a norma il terminale della barriera che sfondò il parabrezza»
PISTOIA.Forse aveva perso il controllo per un improvviso malore, forse per una sterzata troppo brusca. Fatto sta che la sua auto, capovolta, era andata a schiantarsi proprio contro lo spigolo iniziale del guard rail: come una spada, il lungo profilato metallico aveva sfondato il parabrezza, proprio dal lato del conducente, per poi colpire il giovane alla testa, uccidendolo sul colpo. Era il pomeriggio del 17 febbraio 2012 quando Fabio Nanni, 23 anni, perse la vita mentre stava percorrendo la variante Montalbano, tra Bonelle e Casalguidi.
Una morte la sua che avrebbe potuto essere evitata se quel guard rail fosse stato a norma, se fosse stato installato rispettando le specifiche del certificato di omologazione. I familiari del ragazzo hanno per questo citato in giudizio la Provincia di Pistoia, responsabile di quel tratto di strada in quanto strada provinciale.
I consulenti tecnici incaricati dal legale che rappresenta la famiglia, l’avvocato Lorenzo Satti, del foro pistoiese, hanno infatti accertato che in base alle disposizioni ministeriali per quel tipo di barriera di protezione avrebbe dovuto essere montato un altro tipo di terminale: non dritto e appena arricciato, bensì ricurvo verso l’esterno della carreggiata e degradante verso il basso, fino al livello dell’asfalto, proprio per evitare tragedie del genere. Il terminale che era montato quando è avvenuto l’incidente non era insomma omologato per quel tipo di guard rail: un punto fermo, un’evidenza – spiega l’avvocato – accertata e incontestata dalla stessa Provincia.
Tra l’altro, quando il guard rail fu ripristinato dopo l’incidente, il terminale non fu sostituito con uno a norma: ancora oggi non è del tipo previsto nel certificato di omologazione.
Dopo un primo rinvio, l’inizio della causa civile davanti al giudice del tribunale di Pistoia Carlo Carvisiglia è stato fissato per il 22 settembre 2015, per l’ammissione dei mezzi istruttori.
Come detto, i familiari del giovane morto (grande appassionato di calcio, portiere in diverse squadre locali, lavorava nell’azienda di famiglia, la “Verdure cotte Nanni”, assai nota in provincia) chiedono il risarcimento dei danni alla Provincia. L’ente, a sua volta ha chiamato in causa l’impresa che ha realizzato la variante di Bonelle (la Varvarito srl) e i due ingegneri collaudatori dell’opera. Questi ultimi (che al termine del collaudo prescrissero una serie di adeguamenti per alcune irregolarità rilevate) hanno avviato a loro volta un’ulteriore causa, contro la stessa Provincia (che poi non avrebbe disposto i controlli sugli adeguamenti effettuati) e le assicurazioni professionali coinvolte. Il giudice ha deciso la riunione delle tre cause.
Massimo Donati
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