La protesta
Soci in fuga, l’Uniser cerca altri sostenitori
La Camera di commercio è l’ultima ad annunciare una possibile ritirata. Rinvio del voto sul bilancio
PISTOIA. Dal prossimo anno accademico, la trasformazione del corso di laurea in Scienze vivaistiche da triennale a magistrale; nell’immediato, la necessità di fare i conti con la possibile defezione di cinque soci fondatori. È un’estate calda quella dell’Uniser, il consorzio pubblico-privato che gestisce il polo universitario pistoiese.
Quattro delle defezioni in seno all’Uniser sono note da tempo - Comune di Quarrata, Provincia, AnsaldoBreda e Associazione industriali - mentre una è una“new entry”: la Camera di Commercio. Che in base ad un decreto legge del governo Renzi in fase di approvazione non potrebbe più, come ente pubblico, avere quote in partecipate non ritenute strategiche.
Tra defezioni annunciate di soci in difficoltà (Associazione industriali, Comune di Quarrata e AnsaldoBreda) e altre imposte dalle nuove normative (Provincia e Cciaa) Uniser rischia di perdere nei prossimi mesi cinque soci, alcuni con quote importanti: Provincia e Camera di Commercio detengono il 20% a testa della società. O di vederne fortemente ridimensionato il ruolo all’interno del consorzio.
In questo quadro difficile, comunque si cerca di pensare al futuro. Dopo la scomparsa del corso di laurea in Scienze dei trasporti e il prossimo trasferimento dei corsi di Scienze infermieristiche e fisioterapia a Firenze, il professor Alessandro Pagnini, presidente di Uniser dall’estate del 2012, ribadisce che l’università pistoiese sarà sempre di più un centro di ricerca e alta formazione. «Dal prossimo anno accademico - spiega - avremo un master in medicina interculturale di primo livello e la scuola per biotecnologi informatici. L’ossatura dell’università è costituita dal corso triennale in Scienze vivaistiche, che dal 2015 diverrà magistrale. Sarà aggiunto un laboratorio interdipartimentale grazie alla collaborazione con Scienze agroalimentari, Scienze della salute, Lettere e filosofia, Biologia e biotecnologie. «I laureati - aggiunge - avranno una base sia umanistica che scientifica molto appetibile sul mercato. Si guarda con apprezzamento alle Green university: basti pensare che il Ministero per i Beni culturali mi ha chiesto se eravamo avanti con i progetti per partecipare a uno dei bandi europei per il sito archeologico di Pompei».
L’obiettivo è quello della Green university a servizio della capitale europea del verde. È in questa prospettiva che Pagnini ha portato al Cespevi 3.500 piante officinali collezionate nel tempo da un vivaista di Bristol, Anthony Lyman-Dixon, per farne il parco didattico più grande d’Italia. Inoltre, Uniser parteciperà ad un bando regionale per accedere ad un finanziamento che le consenta di allestire un parco di biotecnologie nell’area del Pallavicini center. Questo è un progetto che potrebbe diventare realtà già a fine anno.
Ma per continuare a far vivere e anzi rilanciare in una veste legata all’economia cittadina il polo universitario di via Pertini è fondamentale ora capire chi continuerà a far parte di Uniser e quali i soci che prenderanno il posto dei prossimi all’addio. Per oggi era prevista l’approvazione del bilancio, ma il presidente della Camera di Commercio, Stefano Morandi, ha chiesto il rinvio. «Non possono - spiega Pagnini - approvare il bilancio senza sapere se potranno continuare ad essere soci della partecipata». In corso “grandi manovre”, quindi, per acquisire nuovi soci privati. Colloqui e confronti sono in atto da mesi con alcune grandi aziende pistoiesi, una banca e una Fondazione. E si guarda al mondo del vivaismo. Ad alcune grandi aziende che potrebbero subentrare non più come soci secondari rilevando le piccole quote del Comune di Quarrata, ma come possibili sostituti della Camera di commercio.
Tiziana Gori
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