Sicurezza
Non stuprò la badante della madre
Assolto artigiano, la donna lo denunciò dopo il licenziamento
PISTOIA. Una vendetta nei suoi confronti, aveva sempre sostenuto l'uomo. Scattata quando lui, preoccupato per gli abusi di alcol e psicofarmaci da parte della badante che assisteva sua madre da alcuni mesi, aveva deciso di mandarla via. Per ritrovarsi così, pochi giorni dopo, con sulle spalle un'accusa di violenza sessuale aggravata. A un anno da allora, per il noto artigiano di Pistoia è arrivata l'assoluzione con formula piena da parte del tribunale.
Il sessantenne artigiano pistoiese, difeso dagli avvocati Vito di Berardino e Chiara Mazzeo, era accusato di aver costretto più volte la giovane badante russa della madre ad avere rapporti sessuali con lui, minacciando di buttarla fuori di casa e di denunciarla in quanto clandestina. L’uomo invece ha sempre sostenuto che nei mesi in cui la donna aveva prestato servizio, dal luglio all’ottobre 2013, aveva più volte dimostrato di abusare sia di alcol che di farmaci. Fatto sta che aveva deciso di mandarla via. La donna però, una ventina di giorni dopo, aveva sporto denuncia alla polizia. Ma dopo quelle dichiarazioni, non aveva più riconfermato le sue accuse, sparendo nel nulla.
Nelle motivazioni della sua sentenza, il tribunale ha dato un peso significativo proprio a tale elemento: le accuse poi non ribadite in udienza con la possibilità di un contraddittorio non possono avere un significativo valore probatorio, soprattutto visto le varie testimonianze ascoltate non ne hanno confermato la veridicità. Mentre i testimoni hanno confermato la scarsa attendibilità della donna, descritta da tutti come assai sensibile all’alcol e che faceva abuso di farmaci.
Il pm aveva chiesto la condanna a 5 anni e 2 mesi.
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