Sicurezza
La procura proscioglie Federica Fratoni
Chiesta al gip l’archiviazione delle accuse di tentato abuso d’ufficio nei confronti della presidente della Provincia
PISTOIA. La procura della Repubblica ha chiesto l'archiviazione delle accuse nei confronti della presidente della Provincia di Pistoia Federica Fratoni, indagata per tentato abuso d'ufficio nell'ambito di una costola dell'inchiesta "Untouchables".
Secondo il pm titolare dell’inchiesta, Luigi Boccia, subentrato al collega Francesco Sottosanti dopo il trasferimento di quest'ultimo a Prato, la presidente Fratoni ha chiarito ampiamente la propria posizione nel corso dell'interrogatorio da lei chiesto dopo aver ricevuto l'avviso di chiusura delle indagini, a metà aprile. Essenziale per questa decisione anche l'analisi svolta dai suoi due difensori - Claudio Del Rosso e Alessandro Giuliani - nella memoria difensiva depositata nelle mani del pubblico ministero.
Il pm Boccia ha presentato la sua richiesta di archiviazione al giudice delle indagini preliminari. Il gip, Roberto Tredici, ha fissato per il prossimo primo ottobre l'udienza per discutere il caso. Tre le opzioni: potrebbe accogliere la richiesta di archiviazione; ordinare al pm di procedere alla richiesta di rinvio a giudizio formulando il capo di imputazione; chiedere al pm di eseguire un supplemento di indagini. Nell’occasione, naturalmente, il sostituto procuratore reitererà la propria richiesta di archiviazione.
«Sono contenta – commenta Federica Fratoni – Il procedimento è ancora in corso, tuttavia, come ho fatto finora, continuo ad essere fiduciosa nella giustizia, soprattutto alla luce del lavoro approfondito e scrupoloso fatto dalla procura. Vado avanti serena».
Nella memoria difensiva, e nella successiva integrazione, la presidente della Provincia di Pistoia ha sostenuto l'infondatezza dell'iniziale ricostruzione fatta dagli inquirenti che le era valsa un avviso di garanzia per il reato di tentato abuso d'ufficio.
Il filone dell'inchiesta "Untouchables" per il quale la presidente Fratoni è stata indagata è quello relativo ai lavori per i Mondiali di ciclismo 2013. Nel corso delle indagini, sarebbe emersa l'intenzione da parte del gruppo di imprenditori e di dirigenti pubblici nel mirino degli investigatori di assicurarsi un controllo anche sulla spartizione delle opere di risistemazione delle strade in vista delle gare ciclistiche.
Nella memoria difensiva gli avvocati Giuliani e Del Rosso avevano sottolineato che i reati contestati non appaiono nemmeno astrattamente ipotizzabili.
Per quanto riguarda il cosiddetto "affaire Mazzoni", specificano che quando l'ingegnere Paolo Mazzoni fu mandato in pensione per limiti di età (non trattandosi di pensionamento volontario la legge non vieta la successiva stipula di contratti di collaborazione), la Fratoni maturò il convincimento che senza una figura esperta come la sua la Provincia si sarebbe trovata a disagio nell'affrontare i compiti istituzionali in preparazione ai mondiali.
Passando alla questione Gaddi, la presidente reputò opportuno, per non lasciare sguarnito l'ufficio tecnico dopo il pensionamento del Mazzoni, di sondare la possibilità di reperire qualcuno con professionalità tale da supplire alle prevedibili carenze. Su consiglio di esponenti di partiti legati alla propria lista elettorale e dello stesso assessore Mauro Mari, la preferenza della Fratoni ricadde sull'ingegner Gaddi, dirigente della Provincia di Lucca. Nessun emolumento aggiuntivo - e quindi nessun vantaggio patrimoniale - sarebbe spettato a Gaddi, che infatti, proprio per questo, non manifestò interesse per la proposta.
Massimo Donati
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