Il Tirreno

Pistoia

Gli “eroi nel silenzio” del Leon d’Oro

di Saverio Melegari
Gli “eroi nel silenzio” del Leon d’Oro

Pistoia, la “Nonna” della Giostra dell’Orso costretta ad allenarsi a Piteccio ma Frosini ci crede: «C’è la voglia di far bene»

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PISTOIA. Inizia il percorso di avvicinamento del Tirreno alla Giostra dell’Orso 2014 a meno di una settimana dal primo gong andando a vedere quel che succede nei vari rioni cittadini.

Si parte dal Leon d’Oro che, dopo il successo nel 2013 del Cervo Bianco, adesso è diventato la nuova “Nonna” della manifestazione visto che l’ultimo successo nell’ovale di piazza Duomo per i giallorossi di porta San Marco risale addirittura al 2004.

Un rione, il Leone, alle prese con mille problematiche soprattutto legate alle strutture per allenarsi. Lo scorso anno era stata individuata un’area a Sant’Alessio come nuova sede ma per il momento, a causa di vincoli paesaggistici all’interno del regolamento urbanistico che non prevedono molti movimenti possibili, è di fatto “off-limits”. E così i cavalli giallorossi si allenano presso il maneggio di David Signorini a Piteccio con la scomodità, ogni giorno, di caricare gli animali sui furgoni per portarli alla pista di Sant’Alessio per fargli prendere dimestichezza con l’atmosfera della Giostra.

VIDEO Il Leon d'Oro ci crede: "Abbiamo cavalli e cavalieri per vincere" (intervista Saverio Melegari, immagini Lorenzo Gori)

«Teniamo le polemiche fuori dalla porta per ora – dichiara il presidente del Leon d’Oro, Roberto Frosini – e per questo dico che in vista di venerdì prossimo sono molto ottimista. Il gruppo di cavalli e cavalieri è ottimo e io li chiamo “eroi nel silenzio” visto le condizioni con le quali siamo costretti a convivere, pur ringraziando Signorini che ci ospita in questa struttura. Devo dire, però, che quest’anno ho trovato in Claudio Falsetti una persona straordinaria che ha fatto un lavoro enorme per ricomporre questo gruppo di ragazzi che hanno la voglia giusta per fare bene. Speriamo di cogliere un risultato positivo con l’auspicio che possa servire da traino per risolvere i problemi logistici: si dovrebbe capire che noi lavoriamo per uno spettacolo che porta soltanto benefici alla città».

E proprio “Morino”, al secolo Claudio Falsetti che quest’anno è anche responsabile dei cavalli di porta San Marco, è meno spavaldo del suo presidente, anche perché ha già deciso quel che succederà dopo la sera del 25 luglio. «Mi è stato chiesto nei mesi scorsi di dare una mano al rione – aggiunge Falsetti – e non so se l’ho fatto al meglio. Di sicuro ci sono state, e ci saranno, decisioni difficili da prendere visto il mio doppio ruolo e sul risultato inciderà come sempre la fortuna perché con le nuove regole se parti male sei fregato. Io so che ci sono troppi problemi, troppe idee e non ce la faccio più: per quanto mi riguarda, la mia avventura con la Giostra dell’Orso si chiuderà con questa edizione».

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(Nella foto di Lorenzo Gori il gruppo del Leon d'Oro nel maneggio di Peticcio)

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