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Pistoia

Rivoreta, un progetto per mettere in sicurezza il Rio Botre

di Elisa Valentini
Rivoreta, un progetto per mettere in sicurezza il Rio Botre

Il Comune di Cutigliano alla ricerca di finanziamenti per consolidare le sponde del torrente erose dalle piogge. Stasera assemblea pubblica sui problemi della frazione montana

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CUTIGLIANO. Un’assemblea pubblica per ascoltare le difficoltà ed i suggerimenti degli abitanti di Rivoreta. È l’iniziativa promossa per giovedì 17 luglio alle 21, nella sede del Museo della Gente, da Chiara Belli, capogruppo della lista consiliare di minoranza “Cutigliano il paese che vogliamo, insieme si può”.

L’incontro si focalizzerà sull’instabilità idrogeologica del versante su cui sorge Rivoreta e che negli ultimi tempi, come dimostrano recenti sopralluoghi, si è aggravata. Un argomento che preoccupa e su cui la giunta comunale, presieduta dal sindaco Tommaso Braccesi, ha già cominciato a lavorare ipotizzando un intervento di regimazione delle acque in alto al paese e sollecitando sopralluoghi coi soggetti competenti. «La nostra amministrazione sta facendo il possibile per affrontare questa situazione – spiega il vice-sindaco, Franco Giani –cercando anche di ricostruire che cosa è accaduto nei decenni passati. A volte però ci sentiamo impotenti davanti ad un problema così grande e in una materia in cui il Comune può fare solo coordinamento fra i soggetti che hanno competenza».

I problemi che interessano il paese di Rivoreta sono fondamentalmente due. Da un lato c’è l’instabilità dell’abitato che, secondo gli esiti dei primi sopraluoghi, sarebbe dovuto ai movimenti del terreno verso valle cui si aggiungono, in certi casi, i difetti di costruzione specie a livello di fondazioni, di alcuni edifici più vecchi. C’è poi la questione della scogliera sulla sponda sinistra del torrente Rio Botre che, a seguito delle forti piogge dell’ottobre 2013 (classificate come eccezionali, dai 100 ai 500 anni) necessita di un nuovo intervento di ripristino a seguito dello scalzamento di alcuni massi. «Martedì mattina abbiamo svolto un sopralluogo a Rivoreta – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Maurizio Sichi – dei soggetti convocati dal sindaco, ovvero l’Autorità di Bacino, la Regione, il prefetto, il genio civile, il consorzio di bonifica Toscana Nord, la Provincia, erano presenti solo gli ultimi due assieme ad un tecnico dell’Unione dei Comuni. Già in passato era emersa l’esigenza di un nuovo finanziamento di circa 220mila euro per un nuovo intervento di consolidamento della sponda sinistra del Rio Botre, che serve anche per il contenimento a valle del versante su cui sorge il paese, e per la costruzione di una briglia per evitare l’erosione da parte dell’acqua. A questo proposito, su indicazione del Consorzio di bonifica, presenteremo entro il 30 settembre un progetto per tentare di reperire un finanziamento».

Quanto al pese di Rivoreta «come prima cosa dobbiamo capire le vere cause di questi movimenti e per questo abbiamo sollecitato per iscritto i vari enti già nominati e, in più Gaia (per le perdite sotterranee delle fognature), e Enel (per le condotte che passano sopra il paese), a presentarci i risultati dei sopralluoghi da loro svolti in autonomia. Inoltre vorremmo coinvolgere gli abitanti per capire, anche attraverso le loro segnalazioni, l’evoluzione del problema e dove sarà più utile intervenire. La dottoressa Vania Pellegrineschi del genio civile – prosegue Sichi- ci ha presentato un resoconto critico sulla stabilità del paese e si è riservata il diritto di svolgere ulteriori sopralluoghi anche sulle singole abitazioni. Intanto l’autorità di bacino, in data 27 maggio, ha risposto al Comune classificando Rivoreta con grado di pericolosità elevata sia per le frane quiescenti che attive e si è detta disponibile ad offrirci un contributo per una campagna diagnostica».

«Ciò che mi sento di dire – prosegue Sichi – è che non possiamo più attendere promesse a tempi indefiniti. Abbiamo bisogno di date e risposte certe, specie dalla Regione, altrimenti ci vedremo costretti a rivolgerci direttamente alla Commissione nazionale grandi rischi. Ciò che per ora possiamo fare come Comune– conclude - è un piccolo intervento ordinario di regimazione delle acque a monte del paese, per limitare gli sversamenti sotterranei; ci impegneremo inoltre per ottenere qualche finanziamento tramite l’inserimento di Rivoreta nel programma di consolidamento o tramite il nuovo progetto “Italia sicura” da 4 milioni di euro varato dal governo nazionale».

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