Gioco
I sindacati cantano vittoria «Bonifica in azienda»
Polveri di amianto nel magazzino, i lavoratori approvano il verbale firmato nella notte con la dirigenza. Fim-Fiom-Ugl e Uilm: «Accordo storico»
PISTOIA. È un accordo storico secondo Tiziano Fabbri (Rsu e Rls Ugl), Juri Citera (Rsu Fim Cisl) e Paolo Mattii (segretario provinciale della Fiom Cgil). «Per la prima volta - dicono davanti ai cancelli di via Ciliegiole - si parla di bonifica e pulitura dell'intero stabilimento». Una parola, bonifica, che sarà poi sostanzialmente smentita dall’azienda (articolo nel riquadro), ma l’accordo c’è stato e per la prima volta, confermano le parti, si è andati oltre quanto previsto dalla legge per la salvaguardia della salute dei lavoratori. Fermi restando gli obiettivi di produttività (ci sono gli Etr 1000 da consegnare alle scadenze pattuite per non incorrere in penali).
Prima di effettuare lo spostamento del comparto centrale per esigenze produttive, l’azienda ha deciso di commissionare all’Asl delle analisi, eseguite l’11 giugno. Non sono state rilevate fibre aerodisperse, ma i campionamenti delle polveri hanno dato risultati positivi in due prelievi su dieci: uno ad oltre sette metri di altezza e uno sul carro ponte.
Lunedì, durante l'informativa dei Rappresentanti per la sicurezza, gli 840 dipendenti Breda e i circa 200 dell’indotto hanno deciso di incrociare le braccia sino a quando l'azienda non avesse dato garanzie sulla rimozione delle fibre di amianto e sulla sicurezza degli ambienti di lavoro. È stata occupata la direzione. Una prima proposta aziendale, che prevedeva la pulitura del comparto incriminato, è stata rigettata dall'assemblea martedì mattina.
È stata occupata anche la portineria, impedendo ai mezzi pesanti che trasportavano i materiali di varcare il cancello. La trattativa con i dirigenti aziendali è proseguita sino all'una e mezza di notte, alla presenza del sindaco Samuele Bertinelli, che, afferma Citera, «è stato un valore aggiunto».
Dopo due giorni di trattativa non stop, all’una e mezza del mattino, è stata firmata un’ipotesi di accordo con la direzione. Sul nostro sito (www.iltirreno.it) potete leggere il verbale di riunione approvato ieri mattina a maggioranza dall’assemblea dei lavoratori (fonti sindacali parlano di 500 favorevoli, 30 contrari e 4 astenuti).
Contestualmente allo spostamento del magazzino verrà eseguita una pulizia specifica nelle altre aree produttive del capannone centrale, nell’area dell’isolamento termoacustico e nel capannone di allestimento regionale (per la zona interessata, a suo tempo, dalla rimozione e sostituzione del tetto). I lavori saranno affidati alla ditta specializzata Coibesa.
Il trasferimento del magazzino e la pulizia delle aree interessate inizieranno presumibilmente il 28 luglio e dovranno terminare entro il 18 agosto, data in cui è prevista la ripresa totale dell'attività lavorativa. In corso d'opera, Rsu e Rls verranno costantemente informati su come procederanno gli interventi. Previsto anche il ricorso a permessi a recupero per le giornate lavorative comprese fra il 16 e il 25 luglio e, durante la fase delle operazioni di bonifica, l'invio in trasferta, su base volontaria, del personale di saldocarpenteria allo stabilimento di Reggio Calabria.
Unanimi i ringraziamenti dei delegati sindacali nei confronti del sindaco Bertinelli, che martedì mattina aveva parlato della necessità di coniugare alle legittime esigenze produttive di AnsaldoBreda (in un periodo in cui un blocco dei lavori potrebbe rivelarsi fatale) la tutela della sicurezza dei lavoratori, di cui lui per primo, in quanto massima autorità sanitaria provinciale, deve rispondere.
«Anche nelle parti dell'azienda dove le analisi hanno rilevato valori di fibre aerodisperse inferiori ai limiti di legge - spiegano Paolo Mattii e Juri Citera - siamo riusciti ad ottenere che fosse compiuta un’operazione di pulitura come in presenza di amianto. Grazie alla disponibilità aziendale abbiamo supeato il dettato legislativo in materia di tutela della salute dei lavoratori. In questa operazione sarà coinvolta la parte di stabilimento dove lavora l'indotto. Per la prima volta - aggiungono - l'azienda è stata disponibile a parlare di amianto».
Tiziana Gori
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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