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Pistoia

Scontano da innocenti quattro anni di Daspo

Scontano da innocenti quattro anni di Daspo

Scontri dopo la partita, assolti 9 tifosi della Pistoiese: ma nel frattempo sono rimasti fuori dagli stadi

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PISTOIA. Hanno dovuto attendere quasi quattro anni e mezzo per avere giustizia. E alla fine l’assoluzione è arrivata, “per non aver commesso il fatto”. Ma per i nove tifosi della Pistoiese si è trattato comunque di una sentenza amara, perché nel frattempo, da innocenti, tutti loro hanno già scontato dai tre ai quattro anni di Daspo, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive con cui i questori colpiscono gli ultras ritenuti violenti.

Si è chiuso lunedì mattina davanti al giudice monocratico del tribunale di Montepulciano il processo che vedeva sul banco degli imputati i nove supporter arancioni, accusati di aver preso parte agli scontri con l’opposta tifoseria che seguirono la partita di calcio tra Pianese e Pistoiese del 3 febbraio 2010, valevole per il campionato di Eccellenza.

Residenti in città ma anche a Pescia e a Chiesina Uzzanese, allora dai 25 ai 52 anni, otto di loro quella stessa sera, una volta tornati a Pistoia, furono anche arrestati dai carabinieri e passarono una nottata ai domiciliari. Furono poi rimessi in libertà dal giudice di Pistoia, che non convalidò gli arresti:accogliendo la tesi dell’avvocato difensore, che anche allora era Marco Magrini, ritenne che a loro non poteva essere contestato il primo comma dell’articolo 6 bis (lancio o utilizzo di oggetti atti ad offendere)della legge sulla violenza negli stadi , bensì solo il secondo comma (invasione di campo e superamento di barriere), per il quale non è previsto l’arresto. Fatto sta, che dopo averli rimessi in libertà, il giudice aveva trasmesso gli atti al tribunale di Montepulciano, competente per territorio.

Ed è là che è stato celebrato il processo. I nove tifosi erano accusati di aver fatto parte di un gruppo più numeroso che, armato di cinture e aste di bandiere, si era scontrato con i supporter della Pianese.

Furono i carabinieri di Piancastagnaio ad identificarli, ma solo in seguito, a Pistoia. Il pullman su cui stavano tornando in città (a bordo 28 tifosi in tutto) fu fermato solo al casello di Prato Ovest e scortato fino al comando provinciale dell’Arma in viale Italia. A tarda sera, gli arresti. Ma durante il processo nessuno dei testimoni dell’accusa è stato in grado di riconoscere tra gli imputati qualcuno che avesse partecipato agli scontri. Non solo. È emerso ciò che l’avvocato Magrini aveva sempre sostenuto: i suoi assistiti erano sì entrati sul terreno di gioco, ma solo a partita finita e quando ormai il cancello era stato aperto dagli addetti alla sicurezza. Nessuna invasione quindi. Da qui l’assoluzione piena.

Resta il rammarico, però, di quei Daspo comminati e scontati da nove innocenti: «Una stortura del nostro sistema, che prevede questo doppio binario, per la quale bisognerebbe trovare una soluzione prima di altri errori simili».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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