Il Tirreno

Pistoia

E’ sciopero, «Togliete l’amianto»

E’ sciopero, «Togliete l’amianto»

I lavoratori AnsaldoBreda e quelli dell’indotto occupano la direzione. Stamani assemblea in mensa

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PISTOIA. Hanno prevalso rabbia e preoccupazione. Tanti morti per mesotelioma, asbestosi, carcinomi polmonari. Forme tumorali riconducibili all’amianto, che hanno portato via i colleghi di una vita. Gli 840 lavoratori AnsaldoBreda ieri mattina hanno deciso spontaneamente di scioperare. Quelli dell’indotto hanno aderito allo sciopero: vogliono garanzie dall’azienda, nel più breve tempo possibile.

L’officina è rimasta vuota, l’attività si è fermata. Anche stamani non sono stati rispettati i consueti turni d’ingresso alle cinque e alle sei. Tutti in fabbrica alle otto, ma verso la mensa aziendale, dove le Rappresentanze sindacali e i territoriali hanno convocato un’assemblea generale.

Ieri i Rappresentanti per la sicurezza hanno chiesto la presenza a Pistoia dell’amministratore delegato Maurizio Manfellotto e del vicepresidente Amedeo Caporaletti (83 anni, riconfermato alla carica nel mese di febbraio) non ricevendo risposte positive. Una risposta che ha rafforzato il malumore in via Ciliegiole.

«Era in programma un’informativa ai dipendenti - racconta Tiziano Fabbri, coordinatore dei Rappresentanti per la sicurezza - con mezz’ora di assemblea retribuita nei vari comparti. Dovevamo aggiornare operai e amministrativi sulle assunzioni a tempo di 55 interinali e i campioni di polveri trovati positivi all’amianto nella zona del vecchio magazzino dei materiali». Sono state due le provette trovate positive alle fibre killer sulle dieci totali campionate nel mese di giugno.

Gli animi si sono scaldati già durante la prima assemblea: «L’azienda - spiega Fabbri - ha promesso di bonificare l’area, ma ci sono da mettere insieme un po’ di aziende specializzate del settore e i lavori possono essere fatti in agosto. Tra i lavoratori c’è preoccupazione. Hanno deciso di uscire dall’officina e di non tornare al lavoro fino a quando la dirigenza non darà garanzie sulle rimozione dell’eternit e sulla sicurezza in azienda. Anche noi Rls, a dire il vero, abbiamo dubbi sul farli entrare sapendo dell’amianto».

Allo sciopero si sono unite le ditte dell’indotto e gli amministrativi. I lavoratori hanno occupato la direzione, chiedendo la presenza a Pistoia di Manfellotto e Caporaletti.

Niente da fare, Rls e Rsu si sono dovuti “accontentare” di Rosario Falanga (direttore dello stabilimento), Raffaello Fiorillo (responsabile del personale) e dell’ingegner Renato Marino (direttore dei lavori). «Dopo quattro giorni - sbotta Fabbri - abbiamo finalmente visto in azienda l’Asl, che ha mandato per un sopralluogo il dottor Selmi, del Dipartimento prevenzione. La comunicazione l’hanno avuta il 10 luglio: perché quattro giorni dopo?

Abbiamo chiesto a Falanga - aggiunge Fabbri - un’inversione di tendenza nei rapporti tra AnsaldoBreda e sindacati. L’azienda sta sistematicamente eludendo, o riducendo al minimo, il confronto con le organizzazioni sindacali. Il caso degli interinali è emblematico. Chiediamo il ritorno ad una corretta relazione coi rappresentanti dei lavoratori».

Tiziana Gori

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