Il Tirreno

Pistoia

Bimbo di due mesi smette di respirare in culla

di Massimo Donati
Bimbo di due mesi smette di respirare in culla

Emergenza in via Vecchia Pratese, a Pistoia. Il piccolo, rianimato, è stato trasportato in elicottero al Meyer di Firenze

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. È stata la mamma ad accorgersi che qualcosa non andava. Rimesso nella culla dopo la poppata dell’ora di pranzo, il suo bimbo, 45 giorni appena, non dava segni di vita, non respirava più. E sono iniziati dei momenti di puro terrore in quell’abitazione di via Vecchia Pratese, a Pistoia. Il bambino era in arresto cardiaco e respiratorio quando sul posto sono arrivati i soccorritori del 118 e della Misericordia, che però non si sono persi d’animo. Immediate le operazioni di rianimazione. E il piccolo ha ripreso a respirare. Quando, dopo circa un’ora, è arrivato all’ospedale San Jacopo per il trasferimento al Meyer di Firenze, i suoi parametri vitali erano buoni. Le prossime ore saranno decisive, soprattutto per capire se la mancanza di ossigeno possa avere o meno causato danni cerebrali.

L’allarme è scattato attorno alle tre meno un quarto. Alla mamma disperata, gli operatori del 118 hanno subito dato per telefono le indicazioni su che cosa fare in attesa dell’arrivo dei soccorritori: il bimbo è stato adagiato sul tavolo di cucina in “posizione di sicurezza”, su un fianco, per evitare l’occlusione delle vie respiratorie per via di eventuali rigurgiti. E sembra che proprio un rigurgito inalato poi nei polmoni sia stata la causa del blocco respiratorio.

Quando la squadra dell’ambulanza Asa della Misericordia di Pistoia e l’equipaggio dell’automedica sono arrivati sul posto – poco dopo il sottopassaggio dell’Enel – e sono entrati nella cucina, il bambino era in arresto cardiaco e non respirava. Fortunatamente non era particolarmente cianotico, segno che l’ossigeno nel sangue aveva cominciato a mancargli non da molto. Fatto sta che i soccorritori gli hanno applicato subito la maschera per la ventilazione artificiale, ed è stata sufficiente quell’operazione, senza bisogno del massaggio cardiaco, per far riprendere respirazione e battito cardiaco.

Comprensibile la disperazione, in quei momenti, della mamma, degli zii e dei nonni del piccolo.

Dopo circa un’ora, una volta stabilizzate le sue condizioni (la saturazione era a quel punto a 100 e il battito a 160), il bimbo, che aveva ripreso un colorito tutto sommato normale, è stato messo sull’ambulanza e, con i vigili urbani che facevano da staffetta, trasportato fino all’ospedale San Jacopo, dove era in attesa l’elisoccorso, fatto nel frattempo arrivare dal 118 e atterrato nell’apposita piazzola. Lì il bambino è stato preso in consegna dal medico dell’elicottero che, una volta accertatosi delle sue condizioni, ha dato il via al decollo. Assistito anche dalla mamma, il piccolo è stato così trasportato all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Toccherà adesso agli specialisti fiorentini valutare la presenza di eventuali lesioni causate dall’ipossia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa