Lutto
Ristoratori soddisfatti dell’organizzazione
Buoni affari e meno calca grazie allo spostamento delle bancarelle nelle altre tre piazze
PISTOIA. Chi non ama il Blues alzi la mano. Giovani, meno giovani, famiglie, stranieri, tutti impazziti per l’evento dell’anno. Sorrisi a trentadue denti sui volti dei ristoratori, entusiasti di incassi ed organizzazione, dopo lo spostamento delle bancarelle di venditori ambulanti in piazza Spirito Santo, piazza San Bartolomeo e piazza Mazzini. Insomma, l’idea di “allargare” il giro di bancarelle fuori dalle vie del centro piace a tutti. Punto dolente i controlli e la pulizia, di cui tutti si lamentano. «I vigilanti? Chi li ha visti?» dice Maria Teresa Parronchi (Il Ballatoio) -Per il resto stiamo lavorando tantissimo».
«La gente si muove meglio per la città, un po’ più di ristorazione rispetto all’anno scorso – commenta Elena Bonfanti di Vineria n.4 - Ho visto persone più tranquille, meno ubriachi. Forse piazza S. Bartolomeo è un po’ più sacrificata, ma la sistemazione dei banchini ambulanti mi piace». Stefano Pratesi, Covo Bukowski, propone di rimettere il campeggio (come in tempi passati) per i tre giorni del Blues. «Perché una famiglia che viene da fuori deve spendere 50-60 euro a notte in albergo? Ci vuole un campeggio intelligente, senza droga, con controlli, per vivere lo spirito del festival». Felicissimo anche Patrizio Menici, in arte Iccio, Trattoria dell’abbondanza «L’idea di mettere le bancarelle in piazza Spirito Santo è ottima. Più gente in movimento, meno concentrazione sulla Sala. Sono però arrabbiato con l’amministrazione e con Publiambiente, perché hanno pulito ogni strada tranne la nostra». Entusiasta anche Checco Bugiani con il suo nuovo locale Locanda del capitano del popolo, inaugurato proprio giovedì «Bella clientela, tanto movimento, aprire qui in centro è tutta un’altra cosa». Dello stesso pare anche Emanuele Bugiani, Fiaschetteria La pace «Ottima idea quella di spostare le bancarelle, si respira molto di più, meno calca». Largo ai giovani, con il nuovo locale Pulp, di Virginia Benifei e Matteo Dolfi, via Ripa della comunità dove, oltre a panini, taglieri e dolci, i due soci vendono abiti vintage «Tanta clientela in questa prima settimana di apertura, il Blues ci porta un sacco di gente».
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