Il Tirreno

Pistoia

Rispunta l’amianto all’AnsaldoBreda

di Fabio Calamati
Rispunta l’amianto all’AnsaldoBreda

Positivi 2 campioni su 10 prelevati in vista dello spostamento del magazzino. I sindacati: la sicurezza va garantita

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PISTOIA. Si torna a parlare di amianto allo stabilimento AnsaldoBreda di Pistoia. Quantitativi ancora non resi noti delle fibre killer sono state ritrovate in due campioni di polveri su 10 prelevati lo scorso giugno dall’interno dello stabilimento, nella zona del vecchio magazzino materiali. Precisamente, su una colonna a 7 metri di altezza da terra.

Le analisi erano state richieste dai rappresentanti sindacali per la sicurezza in vista dei lavori di spostamento del magazzino stesso, resisi necessari nell’ambito del riassetto complessivo dello stabilimento per adeguarlo agli aumentati attuali carichi di lavoro.

«Sapevamo che quel magazzino, che è molto vecchio, non aveva subito una vera e propria bonifica, come invece è stato fatto nel 2006 in tutto il resto dello stabilimento», dichiara Marco Fontana, esponente Fim Cisl della Rsu di via Ciliegiole e delegato Rls (responsabile lavoratori per la sicurezza, ndr). «Per questo abbiamo chiesto e ottenuto dall’azienda che i controlli venissero fatti con modalità concordate. E questi controlli, purtroppo, hanno avuto esito positivo».

Fontana sottolinea di non voler enfatizzare la questione né fare allarmismo. D’altronde il tema amianto continua ad essere particolarmente doloroso all’AnsaldoBreda, dove decine di lavoratori sono morti negli anni per mesotelioma, il tumore tipico degli esposti all’amianto. E molti di più si sono spenti per tumori al polmone e altre malattie. La sostanza killer d’altronde era diffusamente usata per coibentare i treni. Dal 1985, quando venne proibito per legge, il suo uso è cessato. Negli anni Novanta fu rimosso anche l’amianto delle converse per l’acqua piovana sotto il tetto dei capannoni e nel 2004-2008 venne effettuata una bonifica a tappeto dello stabilimento.

«Sulla salute dei lavoratori non ci possono essere trattative – ribadisce Fontana – l’unica cosa da fare è curare al massimo la sicurezza dal punto di vista tecnico. Così facendo abbiamo ottenuto che i lavori di spostamento del magazzino vengano effettuati in piena sicurezza, nelle due settimane centrali di agosto quando lo stabilimento è chiuso, e che quindi si proceda ad una completa bonifica. Stiamo seguendo la cosa in collaborazione con l’Asl e molti punti devono ancora essere definiti. Ma la nostra attenzione, come Fim, sarà massima».

Assai preoccupata la posizione di Tiziano Fabbri, Rls dell’Ugl. «Intanto – dice – è deprimente che l’Asl, dopo due giorni che le è stata segnalata la presenza di amianto, non si sia ancora fatta viva. E poi ci chiediamo: come mai c’erano fibre di amianto su quella colonna, a 7 metri di altezza, cioé a poca distanza dal tetto che era già stato scoibentato? Forse la bonifica non è stata eseguita completamente? Il magazzino verrà spostato a fabbrica chiusa, ma i lavori preparatori sono già in corso e vengono eseguiti da una ditta esterna in un modo che non ci lascia per nulla tranquilli: c’è il rischio che le fibre di amianto si disperdano nuovamente in aria. Per questo ho richiesto all’azienda un nuovo campionamento, che questa volta abbracci tutta l’azienda».

Da parte sua, l’azienda fa sapere di avere informato subito Asl e Comune e di essere pronta a prendere tutte le misure per garantire la sicurezza dei lavoratori.

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