Il Tirreno

Pistoia

sant’agostino

Otc doors dice stop alla solidarietà

L’azienda ricorre alla cig straordinaria. Ballati: «Rischio esuberi»

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Disdetto il contratto di solidarietà alla Otc doors srl di Sant’Agostino. Adesso i sindacati temono che l’azienda proceda a una «drastica riduzione di personale».

Per i dipendenti della storica società di porte e serramenti, con stabilimento produttivo a Serravalle Pistoiese e quarant’anni di attività alle spalle, è stata richiesta la cassa integrazione straordinaria. Sono 52 in tutto gli operai dell’azienda ma al momento non è chiaro quanti di questi siano coinvolti nella manovra. Cgil, Cisl e Uil esprimono forti preoccupazioni per i posti di lavoro e nella disdetta appena formalizzata vedono il «preludio di una ristrutturazione aziendale».

Finora lo scenario era ben diverso, visto che il contratto di solidarietà - sottoscritto all’inizio del 2013 e rinnovato nel febbraio scorso - escludeva la possibilità di licenziamenti. Nell’incontro di pochi giorni fa tra azienda e sindacati, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto il mantenimento dell’ammortizzatore sociale in essere «che – sottolineano dalle segreterie provinciali – garantisce una forte riduzione dei costi al fine di affrontare eventuali contrazioni di mercato e sofferenze finanziarie». Dalla Otc però hanno deciso di richiedere la cassa integrazione straordinaria.

Un gesto che secondo i sindacati aprirebbe la strada a una drastica riduzione di personale e «alla conseguente perdita di un presidio manifatturiero in una provincia già fortemente provata dalla crisi». Durante l’incontro avvenuto in settimana, l’azienda ha annunciato il peggioramento della propria situazione, già provata dal calo di fatturato e dagli insoluti.

Nel marzo scorso la Provincia aveva convocato l’unità di crisi per la Otc. L’impegno assunto da tutti i soggetti al tavolo era quello, come spiegato nella nota diffusa dall’ente provinciale, di «promuovere un’azione rivolta agli istituti di credito per sollecitare un loro coinvolgimento e permettere all’azienda di ripartire».

A distanza di tre mesi e mezzo, è arrivata la formalizzazione della fine del contratto di solidarietà. «È il primo caso di disdetta sul territorio provinciale» spiega Marco Ballati, Fillea Cgil. «Siamo fortemente convinti – sottolineano Cgil, Cisl e Uil - che le crisi aziendali non si possano gestire con ingegnerie».

Solo a fine marzo, all’indomani del tavolo provinciale, era stato l’avvocato Gianni Frosini per conto della Otc a rassicurare sul contratto di solidarietà rinnovato a inizio anno: «Perdurerà fino al 2015, salvo ulteriori proroghe» informava il legale.(b.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze