Sicurezza
«Mercatino blues bagnato e «disorganizzato»: fioccano le proteste
Pistoia: molti degli ambulanti denunciano criticità nella logistica e bocciano la nuova disposizione “diffusa” del festival - VOI COSA NE PENSATE?
PISTOIA. Mercatino bagnato, mercatino fortunato? Non sembra essere il caso dei circa 102 banchi del tradizionale mercatino blues, iniziato venerdì intorno alle 17. Un assetto diverso, un volto nuovo al festival è quello previsto dall’amministrazione comunale. Sembrerebbe però che a fare le spese, non solo del tempo ma anche del cambiamento sia soprattutto il mercatino. Molti degli ambulanti denunciano infatti disorganizzazione e bocciano la nuova disposizione “diffusa” del festival: ovvero il mercato blues disposto in tre piazze del centro storico (piazza San Francesco, piazza dello Spirito Santo e piazza S. Bartolomeo). Gli ambulanti sono meno, da 170 a 102 (alcuni non sono stati ammessi, altri hanno deciso di non partecipare) e i banchi sono più piccoli (3x3).
In piazza San Francesco sembrerebbero due i posti per i banchi rimasti vuoti. «L’idea base del diffondere la manifestazione ci può stare – spiega Andrea, ambulante che partecipa al Pistoia Blues da oltre 20anni – ma devi collegare gli eventi. Se non cambia qualcosa, non credo tornerò il prossimo anno. Prima le persone passavano, poi tornavano indietro e poi ripassavano per mangiare per esempio. Ho sentito anche molti visitatori che hanno detto non ci torneranno». Poca affluenza e poca organizzazione sono tra i motivi del malcontento. Sono molti di più invece i posti dedicati ai banchi rimasti vuoti in piazza San Bartolomeo, dove su circa 50posti disponibili sono circa una quindicina gli stand presenti. E tra questi c’è anche qualcuno che sta pensando di abbandonare: «con questo tempo non sappiamo neanche se tornare». «E’ molto triste, c’è poca gente e non stiamo riprendendo neanche i soldi spesi (circa 130euro per i tre giorni dalle 16 alle 2 ndr) – spiega Diletta Benesperi, con un banco in piazza San Bartolomeo – i problemi sono stati molti, per esempio la questione del generatore».
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(Il mercatino in piazza San Francesco condizionato dalla pioggia. Sotto piazza San Bartolomeo)
A circa tre giorni dall’evento, agli ambulanti è arrivata una mail dal comune che vietava l’utilizzo dei generatori di elettricità a combustibile infiammabile (i classici generatori che fanno rumore). «Non hanno dato il tempo per organizzarsi e comprare un generatore elettrico, per esempio. Inoltre, secondo i vigili del fuoco ad essere vietato è il rifornimento del generatore sul posto, ma non è vietato portarlo» spiegano alcuni membri del Collettivo Rinascita Blues. Piazza dello Spirito Santo sembrava inizialmente la più privilegiata (essendo ubicata nel cuore del centro storico). Anche qui però, l’affluenza non sembra migliorare. «Un po’ di gente c’è stata, ma non com’era gli anni scorsi – spiegano Simone Mulazzani e Alessandra con i banchi in piazza dello Spirito Santo – non hanno messo neanche un cartello, ne ho messo uno io provvisorio ma ora non c’è già più».

Non tutti sanno dov’è stato dislocato il mercatino. Lo conferma anche chi invece ha visto arrivare molti clienti tra giovedì e venerdì sera: il negozio Intimissimi di via Buozzi, uno dei pochi che hanno deciso di rimanere aperti la sera durante il blues. «Dalle 19,30 entravano molte persone a chiederci dov’erano i banchini del Blues, molti che venivano da fuori ma anche qualche pistoiese. Sembrava di essere un ufficio informazioni, forse ci voleva un cartello. Per noi è stata una bella serata quella di venerdì, abbiamo lavorato molto». Molti degli altri negozi del centro storico hanno invece deciso di non rimanere aperti la sere del festival.
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