Il dolore
Assolta la funzionaria del Comune
Non ci fu carenza di controlli sull’asilo degli orrori. Condannata invece a due anni la ex cuoca
PISTOIA. Con una assoluzione e una condanna si è concluso ieri al tribunale di Genova il processo “Cip Ciop 2”. La condanna, 2 anni di reclusione, è stata inflitta alla cuoca dell’”asilo degli orrori” Sandra Bompani, che era accusata di concorso in maltrattamenti. L’assoluzione, invece, per la funzionaria comunale Donatella Giovannini, che doveva rispondere delle accuse di abuso d’ufficio, omessa denuncia di reato da parte di pubblico ufficiale e concorso in maltrattamenti sul presupposto di non aver effettuato i controlli. Il pm Silvio Franz aveva chiesto 3 anni per la cuoca e 2 anni e 6 mesi per la Giovannini.
La vicenda è quella dell’asilo nido privato Cip Ciop, chiuso il 2 dicembre 2009, quando la polizia arrestò la titolare Anna Laura Scuderi e la maestra Elena Pesce, poi condannate per i continui maltrattamenti ai bambini loro affidati. Scuderi e Pesce sono già state condannate: questo processo bis era un ramo della vicenda principale e, oltre alla cuoca, anche lei accusata di aver avuto parte nelle percosse inflitte ai bambini, riguardava i controlli del Comune sull’asilo privato: la Giovannini era in sostanza accusata di non aver vigilato a sufficienza sul buon funzionamento del Cip Ciop e di aver ignorato le segnalazioni ricevute in ufficio che qualcosa non andava per il verso giusto dietro quel cancello giallo a Sant’Agostino.
Soddisfatta l’avvocato Cecilia Turco che rappresentava proprio il Comune, citato come responsabile civile. «La formula dell’assoluzione – dice – sancisce che il tribunale non fa cenesure di nessun tipo alla condotta della Giovannini. I fatti che accadevano al Cip Ciop erano imprevisti e imprevedibili, i “segnali” di cui ha parlato il pm avrebbero dovuto essere specifici». Soddisfatto anche l'avvocato Andrea Niccolai che insieme a Roberto Frank assisteva Donatella Giovannini.
E i termini della sentenza non sono dispiaciuti neanche a Daniele Nicolin e Caterina Schiariti, difensori di Sandra Bompani. «Siamo moderatamente soddisfatti perche' il tribunale ha riconosciuto la marginalita' della posizione della Bompani e soprattutto siamo contenti dell'eliminazione di alcune aggravanti che il tribunale non ha accolto e della concessione delle attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti».
Gli avvocati Mauro Gradi, Chiara Antola e Giorgio Zunino che assistevano alcune parti civili, si sono detti invece in parte delusi. «È una sentenza tutta da leggere - ha detto Gradi - e le motivazioni potrebbero anche affermare una responsabilità colposa, avendo escluso quella dolosa, e quindi legittimarci ad agire in sede civile». Insoddisfatta della sentenza anche Ilaria Maggi, una delle mamme dei figli maltrattati. Non e' contenta della sentenza Ilaria Maggi, una delle mamme dei bimbi maltrattati e presidente dell'associazione "La via dei colori". «Più che altro – dice – per come la vediamo noi, chi tace acconsente e, di conseguenza, se qualcuno sapeva e non ha fatto nulla o comunque avrebbe dovuto controllare e non lo ha fatto, era giusto che fosse considerato colpevole».
In serata è arrivato anche il commento del sindaco Bertinelli, per il quale «la sentenza di oggi fuga finalmente ogni ombra sulla funzionaria comunale», alla quale il primo cittadino rinnova stima e apprezzamento. Inoltre «restituisce all’amministrazione il riconoscimento costante per la tutela dell’infanzia». Infine Bertinelli rinnova la vicinanza «ai bambini vittime dei maltrattamenti e alle loro famiglie».
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