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La Fondazione mette sul piatto tre milioni per aprire i cantieri
PISTOIA. Tre milioni di euro a disposizione degli enti locali della provincia di Pistoia e dello stesso ente Provincia, con finanziamenti fino a 200mila euro per ogni opera pubblica. Parliamo del...
PISTOIA. Tre milioni di euro a disposizione degli enti locali della provincia di Pistoia e dello stesso ente Provincia, con finanziamenti fino a 200mila euro per ogni opera pubblica. Parliamo del bando speciale “Cantieri aperti 2014”, promosso dalla Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia per agevolare la realizzazione in tempi rapidi di tutti quegli interventi dei quali le amministrazioni pubbliche hanno già predisposto il progetto esecutivo, ma attualmente fermi negli uffici a causa della crisi economica e delle difficoltà di cassa degli enti. Un’iniziativa innovativa rispetto ai criteri d’intervento sinora seguiti. Questa volta la Fondazione si propone di «dare un contributo alla ripresa dell’attività produttiva ed all’occupazione del territorio» dichiara il presidente Ivano Paci.
Nel bando è infatti specificato che le amministrazioni devono indicare nella domanda, presentabile entro il prossimo 15 agosto, le modalità adottate per individuare le imprese che effettueranno le opere auspicando l’affidamento prioritario dei lavori ad imprese residenti ed operanti nella provincia. I cantieri dovranno essere attivati entro 120 giorni dalla comunicazione dell’assegnazione del finanziamento, pena una riduzione del 20% del contributo se l’attivazione avverrà entro i 150 giorni, altrimenti sarà interamente revocato.
Ogni ente locale potrà richiedere finanziamenti per più opere indicando l’ordine di priorità, ottenendo fino a 400mila euro complessivi. L’importo massimo per la singola opera di 200mila euro comprende tutte le relative spese: tecnico-professionali, per la sicurezza, imposte ecc.. Finanziabili interventi di messa in sicurezza, manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro, adeguamento normativo e riqualificazione, esclusivamente rivolti a edifici scolastici (scuole d’infanzia, medie inferiori e superiori), biblioteche, palestre, laboratori scolastici, edifici e strutture con destinazione culturale o sociale.
Esclusi invece dal finanziamento l’acquisto di beni e/o attrezzature, lavori già appaltati, avviati alla data di presentazione delle domanda o per i quali è stata già individuata la fonte di finanziamento. Gli immobili devono essere di proprietà degli enti oppure ne devono disporre per un periodo di almeno 15 anni.
I progetti saranno valutati da una commissione composta da un consigliere d’amministrazione, il direttore Umberto Guiducci ed altri due membri. «Solo un’iniziativa simile per adesso in Italia, nella provincia di Forlì-Cesena, alla quale ci siamo ispirati –conclude Paci – anche se in quel caso gli importi sono stati minori ed il bando ha previsto più limitazioni».
Leonardo Soldati
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