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Pistoia

Cna lancia la federazione ma i sindaci non ci sono

Cna lancia la federazione ma i sindaci non ci sono

Presentato il progetto di fusione tra le associazioni di Firenze, Prato e Pistoia. Erano invitati anche i primi cittadini ma tutti e tre hanno mandato sostituti

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FIRENZE. Un'occasione mancata. Un'opportunità di dialogo tra politica ed economia rimasta a mezza strada. Ieri le tre Cna provinciali di Pistoia, Prato e Firenze hanno lanciato il loro progetto di fusione in una unica Cna di area vasta, il primo di queste dimensioni in Italia. Una sola organizzazione, un solo presidente. Un percorso da portare a termine entro il 31 dicembre 2015 in vista dell'Area vasta metropolitana. E avevano scelto il palcoscenico del cinema teatro Odeon di Firenze per chiamare a discuterne la politica. Erano invitati la eurodeputata nonché renziana di ferro, Simona Bonafé, e i tre sindaci di Pistoia, Prato e Firenze: Bertinelli, Biffoni e Nardella. Non si è presentato nessuno. O meglio. I primi cittadini hanno mandato dei loro rappresentanti: Daniela Belliti, vicesindaco di Pistoia, Daniela Toccafondi, assessore alla semplificazione di Prato, e Giovanni Bettarini, assessore allo sviluppo economico di Firenze. Una telefonata improvvisa di Matteo Renzi ha obbligato in tutta fretta la Bonafé a risalire sul treno per Roma dal quale era appena scesa.

La fusione delle tre Cna. E pensare che l'unione delle organizzazioni provinciali ha le caratteristiche di un evento eccezionale. Con tre obiettivi primari: semplificare, riorganizzarsi internamente e stare più vicini alle piccole e medie imprese. I numeri sono importanti. Messe insieme, le tre Cna rappresentano un volume d'affari di oltre 27 milioni di euro, sommano un patrimonio netto di quasi 8 milioni, hanno 440 dipendenti, danno voce a un bacino di 15mila imprenditori.

Le richieste. Le Cna chiedono alla politica di decidere in fretta sull'Area vasta metropolitana per non perdere i finanziamenti europei a disposizione da qui al 2020. Ci vuole l'omogeneizzazione del fisco, alleggerimento delle tasse, strade e treni più efficienti, burocrazia più semplice. Franco Vichi, direttore di Cna Firenze, non usa giri di parole: «Oggi i bandi dei Comuni sono scollegati l'uno dall'altro, le tasse servono più per fare cassa che per governare il territorio, spuntano centri commerciali a pochi km di distanza che distruggono le piccole imprese». La legge Del Rio. Ma non è poi così semplice districare il bandolo della matassa della città e dell'area metropolitana. La legge Delrio ha messo in stand by le Province, la Città metropolitana di Firenze ne prenderà il posto dal 1 gennaio 2015, si autofinanzierà con addizionale Irpef, Imu e Tasi. Starà poi ai comuni limitrofi decidere se aderire o meno per creare l'Area vasta metropolitana. Mancano, infine, le colonne portanti della Città metropolitana: statuto e piano strategico che definisca le azioni sul territorio. Dunque è ancora tutto molto vago.

La politica. Il vicesindaco di Pistoia, Daniela Belliti, afferma: «Stiamo lavorando perché tutti i Comuni del pistoiese abbiano un piano strutturale urbanistico unico entro dicembre. È aperto un tavolo intercomunale per fare un regolamento della tassa dei rifiuti». Belliti rivendica la destinazione nel 2013 dei 14 milioni di oneri di urbanizzazione agli investimenti. E sarà fatto lo stesso nel 2014. Intanto, però, la storica banca del territorio, annessa al colosso Banca Intesa, ha messo nel suo nome "Lucchesia" e strizza l'occhio ai comuni della costa. Già fuori dai confini dell'Area metropolitana che non c'è.

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di Redazione web