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Pistoia

Una lunga scia di sangue in pochi chilometri

Una lunga scia di sangue in pochi chilometri

Dalla tragedia di Alfred Polaj alla morte dei due ragazzi di Badia, Carlo Gherardeschi ed Eligio Fratello

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PISTOIA. Una lunga scia di sangue in pochi chilometri di asfalto. Che la Nuova Pratese sia una strada pericolosa, purtroppo lo confermano i tanti incidenti, anche mortali, registrati negli ultimi anni. Era la notte del 21 febbraio 2010, una domenica, quando Carlo Gherardeschi, 23 anni, e Eligio Fratello, 28, morirono in un tragico schianto. L’utilitaria su cui viaggiavano, guidata da un amico, si era appena immessa sulla Nuova Pratese da una delle tante strade laterali quando venne speronata da un Suv che correva a 120 chilometri all’ora. Il trentenne di Montale che provocò l’incidente, lunedì scorso è stato condannato a 4 anni e 6 mesi.

Nel novembre del 2008 a perdere la vita sull’asfalto di via Toscana, tra gli incroci del Nespolo e di Chiazzano, fu Alfred Polaj, 39 anni. L’uomo morì in un terribile scontro con un furgone mentre accompagnava il figlio quattordicenne a scuola. Nel luglio del 2009 invece, fu un centauro a rimanere gravemente ferito all’altezza dell’incrocio tra via Garcigliana e la Nuova Pratese. La lista degli incidenti, più o meno gravi, è davvero lunga e ad ogni scontro si riapre la questione sicurezza in via Toscana. È successo anche giovedì sera, quando sulla Sp1 è avvenuto l’ennesimo incidente tra uno scooter e una macchina. Poco più di un mese fa c’era stato un altro grave episodio che coinvolse due donne, a bordo delle rispettive auto, poco prima dell’intersezione con via del Bollacchione. (b.f.)

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