Il Tirreno

Pistoia

A rischio parco didattico con 3.500 piante

di Tiziana Gori
A rischio parco didattico con 3.500 piante

Pistoia, mancano soldi e operai, Cespevi in difficoltà. L'allarme di Pagnini (Uniser)

2 MINUTI DI LETTURA





cespevi

PISTOIA. «Abbiamo detto “buttiamo il cuore oltre l’ostacolo”, ci giochiamo il tutto per tutto».Una collezione di 3.500 piante officinali - circa 700 varietà in dono - era un’occasione da non perdere, anche se per curarle e assicurarsi che non muoiano il responsabile del Cespevi, Paolo Marzialetti, non sa se andrà in ferie d’agosto.

LE FOTO DELLE PIANTE OFFICINALI IN ATTESA DI COLLOCAZIONE

È stato fatto il passo più lungo della gamba e ora sarà necessario ricorrere a qualche grosso vivaista locale? Il Cespevi ha infatti, oltre a Marzialetti, un solo operaio, e per la cura delle piante medicinali in questi mesi si è servito di tirocinanti dell’Uniser. Il parco didattico di piante officinali all’interno del Centro sperimentale per il vivaismo doveva essere pronto in primavera ma è solo in embrione. Quando - e se - diverrà realtà, sarà il più grande d’Italia, uno dei più grandi d’Europa, in grado di attirare turisti e a disposizione dell’Università per studi e ricerca.

È stato proprio il presidente di Uniser, professor Alessandro Pagnini, a portare in Italia la collezione di piante officinali di mister Anthony Lyman-Dixon, vivaista di Bristol che ha dedicato la vita alla loro raccolta. «Ma per l’allestimento del parco didattico - spiega Pagnini - c’è un grosso lavoro da fare nei terreni del Cespevi: vanno disboscati, resi presentabili, c’è un tetto in amianto da rimuovere. Tutte cose da fare appena arrivate le piante (le prime spedizioni risalgono a dicembre 2013, ndr), ma la mancanza di personale e fondi non l’hanno reso possibile. Per quanto riguarda le piante officinali l’obiettivo immediato è la sopravvivenza delle specie. «L’allestimento del parco è iniziato. Abbiamo costruito un ombrario all’aperto molto bello - afferma Marzialetti - con dei bancali su cui sono allestite delle campionature. Certo che - aggiunge - sono piante aromatiche ed erbacee, hanno bisogno di cure continue. A luglio abbiamo ancora i tirocinanti dell’università. Ad agosto chi se ne occuperà? Il problema poi è il futuro. La Camera di Commercio non ha fondi, e dal 2012 il Cespevi non ha più i finanziamenti dell’Arsia. Sarebbero necessari sponsor. Il progetto è indubbiamente di spessore». E il presidente di Uniser “minaccia” di spostare la collezione che gli è stata donata da un privato in grado di occuparsene.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web