Sicurezza
Tre notti prima un colpo identico a Casini
Anche nella casa del consigliere comunale Flavio Berini la banda sorprese nel sonno le vittime
QUARRATA. Per la rapina a Ponte Stella un copione praticamente identico a quello dello scorso venerdì notte, quando per un’ora quattro rapinatori hanno tenuto in ostaggio il consigliere comunale Flavio Berini, la moglie Dea Mantellassi, entrambi di 73 anni, nella loro abitazione di via Statale, a Quarrata. Anche in questo caso la banda era armata e si è fatta aprire la cassaforte minacciando le vittime con le pistole. I banditi parlavano in italiano ma con un forte accento straniero, dell’est Europa, come per la rapina di Ponte Stella. I due colpi potrebbero essere stati messi a segno dalla stessa banda di rapinatori. L’irruzione nella villa del consigliere comunale, è scattata alle 3 di notte. Berini e le due vittime sono rimasti costantemente sotto tiro, tenuti in ostaggio nella loro camera da letto. La stessa cosa è successa a Giorgio Frosini, alla figlia Giorgia e al genero Antonio Zanini. In questo caso però i rapinatori non sono riusciti a chiudere a chiave la stanza prima di darsi alla fuga, ma solo perché non c’era la chiave. Il bottino delle due rapine è stato ingente. Nel sacco sono finiti gioielli e orologi - regali che le coppie si erano scambiati nell’arco di una vita - e poi i contanti. Sia per il colpo a Quarrata, sia per quello a Ponte Stella, i banditi hanno usato il trucco del foro alla finestra per intrufolarsi in casa: fanno un piccolo buco nell’infisso e poi, attraverso questo, introducono un ferro per agganciare la maniglia all’interno e girarla. Una volta entrati svegliano le vittime sotto la minaccia delle armi. «Ti sparo» avevano urlato a Berini venerdì, dopo che il consigliere, sorpreso nel sonno, aveva stretto le mani intorno al collo di uno dei rapinatori.
«Stai zitto oppure s’ammazza te e il bambino» hanno detto a Giorgio Frosini martedì notte.(b.f.)
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