Truffano una vivaista: denunciati padre e figlio
Avevano pagato una fornitura di piante con un assegno di 3.000 euro di un conto corrente estinto
PISTOIA. Sembrava tutto in regola quando padre e figlio, vivaisti romani, si sono presentati per acquistare nella sua azienda di Bottegone una partita di piante. Ma quando la 37enne vivaista ha depositato in banca l’assegno bancario di 3.000 euro ricevuto per il pagamento ha capito di essere rimasta vittima di una truffa: era relativo ad un conto corrente in una banca di Viterbo estinto per irregolarità.
Al termine di un’indagine scattata dopo la denuncia sporta dalla donna, i carabinieri della Stazione di Bottegone hanno denunciato per truffa i suoi due clienti, 62 e 26 anni, padre e figlio residenti a Roma. I due, titolari di un vivaio alle porte della capitale, avevano effettuato l’acquisto delle piante direttamente nell’azienda di Bottegone, nel gennaio e nel febbraio scorsi.
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