Il Tirreno

Pistoia

Tasse comunali, pagati 640 euro a testa

di Fabio Calamati

Ma in Toscana, in media, si versa di più. Tutte le cifre del conto consuntivo 2013 di Palazzo di Giano, appena approvato

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PISTOIA. Ogni pistoiese nel 2013 ha pagato 639 euro di imposte a testa, ben 113 in più dell’anno precedente. Un giro di vite che non è comunque bastato a tenere in linea di galleggiamento i conti di Palazzo di Giano, tanto che il consuntivo appena approvato dal consiglio chiude in rosso di 2,1 milioni di euro.

Sul tema il dibattito in consiglio comunale si è concluso rapidamente, come se certi temi non fossero di particolare interesse. In realtà la lettura delle carte di bilancio consente di scoprire alcuni dati interessanti.

La pressione fiscale. Intanto il peso delle imposte sui pistoiesi: è davvero alto? Un confronto è possibile farlo con i dati comparati dei consuntivi delle amministrazioni comunali appena pubblicato dall’Istat, che si riferisce però al 2012. In quell’anno i pistoiesi hanno pagato 527 euro a testa tra Imu, Ici, addizionale Irpef e così via. Il valore pro capite nazionale è stato di 621 euro, 678 quello toscano. Insomma, nonostante tutto Pistoia si conferma titolare di un fisco “leggero”. E guardando le aliquote, si capisce che uno dei motivi è lo storico basso livello delle rendite catastali, cioè un dato – almeno per ora – strutturale. E che non aiuta certo la città a fare fronte ai tagli governativi senza ripercussioni negative sui conti, soprattutto se – come la giunta Bertinelli rivendica – i servizi ai cittadini vengono potenziati.

Quali tasse. La voce più importante tra le entrate del Comune nel 2013 è stata quella dell’Imu, che ha portato nelle casse di Palazzo di Giano 20,8 milioni di euro. Significa 230,5 euro a testa, che diventato 254,4 se si divide il gettito per le unità immobiliari e 419,2 euro per il numero di famiglie e di imprese che pagano. Questa è la cifra più vicina all’ammontare di ciascun singolo bollettino pagato.

Crescono anche i trasferimenti. Al di là dei valori pro capite, guardando i dati degli ultimi 5 anni, contenuti nei documenti del consuntivo 2013 (vedi tabella), emerge un apparente paradosso: tra il 2012 e il 2013 le entrate tributarie del Comune sono salite di oltre 10 milioni di euro, ma contemporaneamente anche i trasferimenti statali sono cresciuti, di 6 milioni. Ma allora dov’è il famoso taglio ai finanziamenti che, secondo la giunta Bertinelli, ha la maggior responsabilità delle difficoltà nei conti di Palazzo di Giano?

Per capire come stanno le cose, bisogna leggere le cifre di dettaglio. La voce “entrate tributarie” (57 milioni e rotti) ingloba in realtà due cifre che con le imposte hanno poco a che vedere. Sono i 14,7 milioni della Tares, la tariffa rifiuti solidi, che nel 2013 è conteggiata insieme a Imu e addizionale Irpef ma che prima non entrava nei conti del Comune, che incassava i soldi e li girava alla società di gestione, Publiacqua. Un’altra somma impropria è il Fondo sperimentale di riequilibrio (in precedenza Fondo di solidarietà comunale), che sono in realtà trasferimenti dall’Erario. Ripuliti di queste voci improprie, le imposte “vere” versate al Comune sono 30,8 milioni di euro nel 2013, contro i 32,4 del 2012. Insomma, lo scorso anno le imposte locali inghiottite dalla macchina comunale in realtà sono diminuite (dopo peraltro essere aumentate davvero tra 2011 e 2012 con il passaggio dell’addizionale Irpef dal 5 all’8 per mille).

Viceversa, i trasferimenti sono sì cresciuti, ma grazie soprattutto ai 6,3 milioni di risarcimento del mancato gettito Imu sulle abitazioni principali.

Più o meno spesa? Un altro dato che salta all’occhio nelle carte del consuntivo 2013 è quello sulla spesa, cresciuta in un anno dai 75,2 milioni del 2012 ai 93,6 dell’anno successivo. E la “spending review” di cui parla sempre la giunta Bertinelli? Anche qui bisogna fare i conti con le voci improprie. Appesantiscono le spese targate 2013 innanzitutto i costi del servizio igiene urbana (che troviamo qui come gli incassi delle bollette sono nelle entrate, l’abbiamo visto prima), pari a 13,4 milioni di euro. Altri 7,2 milioni di spesa corrente sono in realtà la quota dell’Imu pistoiese che finisce nel Fondo di solidarietà comunale a livello nazionale. Le spese “vere” rispetto al 2012 si sono in realtà ridotte di 2,4 milioni di euro.

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