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Le opposizioni disertano il consiglio sul bilancio

Le opposizioni disertano il consiglio sul bilancio

Consiglio comunale mutilato a Quarrata. L’opposizione consiliare diserterà l’assemblea sul bilancio

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QUARRATA. Sarà un consiglio comunale mutilato quello di lunedì sera, a Quarrata. Per la prima volta infatti l’opposizione consiliare diserterà l’assemblea in segno di protesta. I consiglieri di Insieme per Quarrata e di Forza Italia non intendono più continuare col «teatrino» del sindaco Marco Mazzanti: accusato di condurre una politica «arrogante, sfacciata, priva di trasparenza e di partecipazione».

Per l’opposizione svolgere il proprio ruolo è diventato impossibile, questo il loro giudizio. Già lunedì scorso i due gruppi hanno dato forfait alla commissione affari generali. Adesso annunciano la propria assenza anche al maxi consiglio comunale del 30 giugno, con undici ricchi punti all’ordine del giorno, tra cui la votazione del bilancio di previsione 2014 e delle tariffe Tari (la nuova tassa sui rifiuti).

Si tratta di una forma di protesta che punta a ottenere un cambio di rotta da parte del sindaco e della sua maggioranza. Per spiegare le proprie ragioni ai cittadini, i cinque consiglieri di opposizione – Alessandro Cialdi (capogruppo), Giorgio Innocenti e Rossano Rossi di insieme per Quarrata, Ennio Canigiani (capogruppo) e Flavio Berini di Forza Italia – distribuiranno un documento prima del consiglio comunale. Poi lasceranno il municipio.

Il caso è scoppiato la scorsa settimana, quando per l’ennesima volta i consiglieri hanno ricevuto gli atti necessari alla discussione in commissione e in assemblea consiliare, a pochi giorni dalle riunioni. Ma non è solo questo ad aver innescato la protesta. Il punto centrale infatti è un altro: «Non abbiamo più intenzione di andare alle commissioni o ai consigli solo per ratificare le decisioni già prese dalla giunta» spiega il capogruppo di Insieme per Quarrata.

«Il consiglio comunale così com’è – avevano detto Cialdi e Innocenti lunedì scorso – potrebbe anche chiudere. Non ha senso». «Le commissioni – aggiunge adesso Cialdi – sono fatte per confrontarsi e, proprio attraverso il confronto, trovare la soluzione migliore per la cittadinanza. Invece loro arrivano con le decisioni già prese». Un “teatrino” che a detta dell’opposizione va avanti ormai da due anni, da quando cioè Mazzanti si è seduto sulla poltrona da sindaco. Il numero di commissioni (tutte presiedute dalla maggioranza) è scarso, le conferenze dei capigruppo sono praticamente sparite e le decisioni vengono prese, sostengono i consiglieri, soltanto dalla giunta, senza alcuna apertura, trasparenza e partecipazione.

B.F.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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