Lutto
Copit, Pistoia diventa padrone assoluto Suo il 52% delle azioni
PISTOIA. Il Comune di Pistoia diventa padrone assoluto del Copit, l’azienda di trasporto pubblico della provincia. Il consiglio comunale ha infatti deliberato ieri l’acquisto delle azioni dei...
PISTOIA. Il Comune di Pistoia diventa padrone assoluto del Copit, l’azienda di trasporto pubblico della provincia. Il consiglio comunale ha infatti deliberato ieri l’acquisto delle azioni dei Comuni di Larciano, Agliana e Quarrata, che portano il capitale dell’azienda in mano a Pistoia dal 43 al 51,9%.
Al voto, solo il Pdl si è dichiarato contrario, mentre a favore hanno votato Pd, Progetto Toscana, Pistoia spirito libero, Insieme per Pistoia, Sel e Federazione della sinistra. Pistoria 1117 e il Movimento 5 Stelle si sono invece astenuti.
A questo punto Pistoia ha il controllo totale dell’azienda: nel patto tra i soci pubblici, Palazzo di Giano può addirittura contare sul 78% del capitale. Il resto delle quote Copit sono in mano ad alcuni Comuni minori e soprattutto al Ctt Nord, il raggruppamento di imprese del settore che riunisce le aziende di trasporto di Pisa, Lucca e Livorno e le aziende private Lazzi (Firenze) e Cap (Prato). Insieme allo stesso Ctt, alla Cap e ad altre aziende di trasporto, poi, il Copit partecipa alla società Mobit, che si appresta a partecipare alla grande gara regionale per il trasporto pubblico.
Su questo fronte, Pistoia sembra andare in totale controtendenza rispetto alle principali città toscane. Quasi tutte le aziende pubbliche si sono ritrovate nel Ctt, dal quale invece la città è uscita. L’amministrazione Renzi, a Firenze, ha fortemente voluto la privatizzazione dell’azienda di trasporto e Bertinelli, invece, punta deciso sul mantenimento in mani pubbliche.
Del resto che il trasporto fosse uno dei beni strategici su cui il Comune punta (insieme ad acqua e gestione rifiuti) per una gestione diretta, è una scelta che era ben chiara nel programma elettorale del sindaco.
Scelta messa a repentaglio dall’obbligo per i Comuni sotto i 15.000 abitanti, di cedere le quote di aziende pubbliche che siano andare in rosso per tre anni di fila. Fino al 2012 il Copit era in queste condizioni, di qui la decisione di Agliana, Quarrata e Larciano di cedere le loro azioni.
Ma i patti tra soci dicono che se la partecipazione pubblica nel Copit scendesse sotto il 50% l’azienda si dovrebbe sciogliere. Pistoia ha voluto evitare proprio questo fatto ed ha deciso di acquisire le quote in vendita. Non solo: con la gestione del presidente Di Zanni, ha anche dato nuovo impulso all’azienda, che domani dovrebbe presentare ai soci il primo bilancio senza perdite dopo diversi anni.
Nel dibattito, il Pdl (Capecchi) ha riaffermato il giudizio negativo sulla confusione tra controllori e controllati nella gestione dei servizi pubblici. I 5 Stelle (DEl Bino) si sono detti favorevoli alla gestione pubblica dei beni comuni. Tra gli altri gruppi, Pistoia Libera (Bartolomei) ha stigmatizzato l’idea che un servizio pubblico gestito dal pubblico sia per forza preferibile ad un ingresso degli operatori privati. (f.cl.)
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