La protesta
Nominato il medico legale del caso Yara
C’è anche Cristina Cattaneo tra i periti incaricati dal Gup del tribunale di far luce sulla fine del piccolo Mattia Pierinelli
PISTOIA. Affidato ufficialmente da parte del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pistoia, Patrizia Martucci, l’incarico per la perizia che, in sede penale, dovrà far luce sulla morte del piccolo Mattia Pierinelli. A causa di un malore che aveva colpito il neuroradiologo pediatrico Andrea Righini, il via libera alla perizia era slittato dal 4 giugno al 23. Ieri i tre specialisti erano presenti. Si tratta di Gaetano Pietro Bulfamante (anatomopatologo), lo stesso Righini e Cristina Cattaneo.
La dottoressa Cattaneo, anatomopatologa forense, è salita recentemente agli onori della cronaca per aver contribuito a risolvere il caso dell’omicidio Gambirasio. Cristina Cattaneo aveva effettuato l’autopsia sul corpo di Yara Gambirasio, e condotto le analisi del Dna, che hanno poi portato al attribuire un volto e un nome al presunto assassino della tredicenne: quello di Giuseppe Massimo Bossetti, 44 anni, sposato e padre di tre figli.
La perizia congiunta dovrà accertare, se possibile, quando esattamente è avvenuto l’episodio di “scuotimento” che ha causato l’emorragia fatale: quando Mattia si trovava all’asilo o prima? Proprio in vista dell’incidente probatorio, che costituisce un atto irripetibile, il pm Claudio Curreli, al momento di depositare la propria richiesta, aveva iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo le tre maestre presenti la mattina del 2 dicembre 2009 all’asilo Lago Mago. Mattia Pierinelli, 9 mesi, è morto dopo cinque giorni di coma al Meyer di Firenze.
«Ci aspettiamo - dice Riccardo Pierinelli, padre del bimbo - che venga confermato quanto già dichiarato nella perizia acquisita in sede di processo civile e compilata dagli esperti dell’ospedale pediatrico Gaslini di Genova, Cama e Rossi, secondo i quali la Sbs (Shaken baby syndrome, Sindrome del bambino scosso) è avvenuta poco prima della tac eseguita al Meyer». I tre periti si sono presi qualche mese di tempo per fare le proprie valutazioni, e il gip Martucci ha rinviato l’udienza a ottobre 2014.
«Se questo - afferma Riccardo Pierinelli - è un passo verso l’accertamento della verità ben venga. Partiamo da un presupposto - aggiunge - c’è una perizia chiara, ineccepibile, quella dei professori Arturo Cama e Andrea Rossi. Ben venga che il gip chieda ulteriori accertamenti ma non ci aspettiamo risultanze diverse da quelle già emerse. La posizione ufficiale della giustizia civile è che Mattia fosse sano, e che a ucciderlo non è stato un malore ma un forte scuotimento».
«È una trafila che porterà altro strazio alla famiglia - afferma il legale dei Pierinelli, Maurilio D’Angelo - Ne eravamo consapevoli e la accettiamo. Forse - afferma - avrebbero potuto essere nominati dei periti con specializzazioni attinenti alla materia, come Cama e Rossi. Mi vengono i brividi all’idea di un’altra autopsia, con riesumazione del bimbo. Sulla sindrome da scuotimento hanno concordato tutte le versioni: quella degli specialisti del Gaslini, del nostro consulente e del consulente del pm. Cama e Rossi, avvalendosi di adeguati strumenti scientifici, hanno circoscritto l’ora del fatto».
Intanto Riccardo e Caterina Pierinelli aspettano buone nuove dal Cile. «Siamo stati dichiarati idonei all’adozione. Se la tempistica sarà rispettata, potremmo andare a prendere due bimbi a fine agosto», spiega Riccardo. Una nuova famiglia, con Mattia sempre nel cuore.
Tiziana Gori
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