Toscana
Anatomopatologo con grande esperienza dovrà collaborare con altri due colleghi
Il gip ha scelto di affidare l’incarico a tre specialisti: l’anatomopatologo Gaetano Pietro Bulfamante, professore associato di Anatomia patologica all’Università di Milano; il neuroradiologo...
Il gip ha scelto di affidare l’incarico a tre specialisti: l’anatomopatologo Gaetano Pietro Bulfamante, professore associato di Anatomia patologica all’Università di Milano; il neuroradiologo pediatrico Andrea Righini, specialista in radiodiagnostica, responsabile facente funzioni dell’unità operativa di Radiologia e neuroradiologia pediatrica all’ospedale dei bambini “Vittore Buzzi” di Milano; il medico legale Cristina Cattaneo, professore associato di Medicina legale all’Università di Milano, l’anatomopatologa forense forse più conosciuta d’Italia. Una scienziata che ha contribuito a risolvere molti casi di cronaca nera. Proprio in questi giorni, il suo costante lavoro ha portato all’individuazione e all’arresto del presunto carnefice della piccola Yara Gambirasio, il 44enne Massimo Giuseppe Bossetti. L’ultima conferma sull’analisi scientifica era arrivata ad aprile ed era contenuta nella relazione della Cattaneo, che aveva anche eseguito l’autopsia sulla salma della giovane uccisa a Brembate il 26 novembre 2010. La scienza non lasciava dubbi: l’autista di Gorno Giuseppe Guerinoni (morto nel 1999) era il padre del presunto killer della 13enne, il cui corpo fu trovato tre mesi dopo la scomparsa in un campo di Chignolo d’Isola. La relazione dimostrava che la probabilità che Guerinoni fosse il padre del cosiddetto “Ignoto 1”, era del 99,9%. L’analisi era stata chiesta dal consulente della famiglia Gambirasio per accertare senza ombra di dubbio la relazione tra “Ignoto 1” e il Dna del presunto killer trovato sugli indumenti di Yara. In questi anni sono stati prelevati oltre 18mila campioni genetici e non solo in provincia di Bergamo. (t.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google