Il Tirreno

Pistoia

Udienza rinviata di 10 mesi e l’avvocato scrive al tribunale

di Fabio Calamati
Udienza rinviata di 10 mesi e l’avvocato scrive al tribunale

Pistoia: esecuzione immobiliare avviata nel luglio 2010, dovrà attendere il prossimo aprile. Il civilista: «Io ormai mi sono abituato. Ma la mia cliente vuole una spiegazione»

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PISTOIA. Il caso: una semplice causa civile tra coniugi divorziati, con lei che rinfaccia a lui di non aver pagato per anni l’assegno di mantenimento del figlio. E conseguente procedura esecutiva immobiliare a carico di un immobile di proprietà del marito che si trova a Pistoia, di qui il coinvolgimento del tribunale locale. Iniziata nel luglio 2010, la causa doveva vedere pochi giorni fa l’udienza per la comparizione delle parti.

«La sera prima mi perviene dalla cancelleria telematica del tribunale di Pistoia, comunicazione che rinviava la comparizione delle parti ad una udienza dell’aprile 2015». A raccontare l’episodio è un avvocato pratese, Giuseppe Perrone, che ha anche scritto al presidente del tribunale di piazza del Duomo. «Al volgere dei miei 42 anni di professione – aggiunge Perrone – la cosa, mi spiace dirlo, mi riguarda poco, ormai mi sono abituato. Ma la mia cliente pretende una risposta».

Quella raccontata dall’avvocato pratese è solo una delle tante storie che si nascondono dietro i pesanti numeri dell’emergenza giustizia civile, cui certo non sfugge il tribunale di Pistoia. Un anno fa (ultimi dati diffusi) le esecuzioni forzate immobiliari, ad esempio, erano quasi cinquecento, praticamente raddoppiate rispetto all’anno prima. E andamenti molto simili li mostravano le procedure concorsuali (fallimenti, concordati preventivi, liquidazioni coatte), le richieste di sfratti esecutivi, i decreti ingiuntivi. Un quadro che si traduce in tempi medi complessivi di attesa lunghissimi: tre anni e un mese, come faceva rilevare la relazione del presidente del tribunale Fabrizio Amato. Oltre 1.100 giorni in attesa di giustizia: un disagio attribuito soprattutto alle carenze di organico sia nel personale di ufficio che tra i magistrati.

Recentemente è stato lo stesso presidente Amato a definire “drammatica” la situazione del Tribunale che, rispetto al 2000, è in sotto-organico del 50% per il personale d’ufficio. Dal 2000 le unità amministrative sono passate da 108 a 58 attuali, di cui 5 andranno via a fine 2014.

E anche sul fronte magistrati le cose non vanno molto leglio. Solo da metà aprile, per fare un esempio, il tribunale di Pistoia ha di nuovo un giudice del lavoro a tempo pieno: ci sono voluti tre anni e un accumulo di arretrati arrivato a toccare le duemila unità.

E così è successo che un operaio aglianese dovesse attendere cinque anni perché un giudice valutasse se nel suo licenziamento c’era o meno giusta causa.

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