Finanza
Untouchables, altro rinvio per il processo senza fine
Due giudici su tre sono stati dichiarati incompatibili e per portare a conclusione il dibattimento il Tribunale ha chiesto due magistrati del penale «in prestito»
PISTOIA. I giudici del processo Untouchables hanno messo nero su bianco la loro astensione: non saranno più loro a condurre il processo per giudizio immediato ai 16 tra imprenditori e dirigenti pubblici accusati di aver messo su una associazione a delinquere per pilotare gli appalti pubblici. E ora il tribunale di Pistoia ha dovuto chiedere alla Corte di appello di Firenze l’applicazione di due giudici penali esterni al distretto pistoiese per costituire un nuovo collegio che possa portare avanti il processo, formalmente iniziato nell’ottobre 2012 ma, di fatto, ancora fermo alle battute iniziali.
In attesa della decisione della Corte di appello, la prossima udienza è stata fissata per il 3 ottobre. Questo, in sintesi, il contenuto dell’udienza di ieri mattina in tribunale. Il suo esito era molto atteso, dopo che la Corte di appello di Firenze aveva accolto l’istanza di ricusazione nei confronti di due dei tre giudici del collegio (il presidente Luca Gaspari e la giudice a latere Patrizia Martucci) presentato dai difensori di due dei 16 imputati, gli imprenditori Giordano Rosi e Angiolo Orsi Spadoni. Nulla di personale: semplicemente, i due magistrati, avendo già espresso un giudizio sulla posizione degli imputati nella fase preliminare dell’inchiesta, non erano più “vergini” rispetto al contenuto degli atti processuali e quindi non potevano più essere “terzi” come richiede il codice di procedura penale.
Prendendo atto della decisione della Corte di appello, Gaspari e Martucci, il 17 giugno scorso, avevano depositato la loro rinuncia a proseguire il processo. E sulla base di quel documento, il presidente del tribunale Fabrizio Amato ha interpellato la Corte di appello perché vengano applicati al tribunale di Pistoia due giudici penali per poter ricomporre un legittimo collegio. La richiesta si spiega col fatto che a Pistoia tutti i giudici penali disponibili si sono in qualche modo già occupati dell’inchiesta Untouchables. Per cui o si trovano magistrati dall’esterno, o l’alternativa è di trasferire tutto il processo altrove: e secondo il codice, la nuova sede dovrebbe essere Genova.
Addirittura, ieri, per poter presiedere la seduta, è stato costituito un collegio “d’emergenza” costituito dal Gip Buzzegoli e dal giudice civile Ciccarelli. I quali, peraltro, non hanno svolto alcuna attività processuale, limitandosi a dar notizia agli avvocati e agli imputati presenti in massa delle scelte del tribunale e della data della nuova udienza. Il nuovo collegio – come ha confermato il presidente del tribunale Amato – varrà per tutti gli indagati, e non solo per i due (Rosi e Orsi Spadoni, come detto) che avevano presentato istanza di ricusazione. È vero infatti che dal punto di vista formale la questione di incompatibilità riguarda solo i due imprenditori, ma è altrettanto vero che ieri gli altri difensori erano pronti a sollevare anch’essi la medesima questione. D’altra parte la tesi della procura della repubblica è che le decine e decine di gare d’appalto citate negli atti dell’inchiesta fossero state “pilotate” da un gruppo di imprenditori e tecnici pubblici che avevano formato una vera e propria associazione.
Difficile, quindi, distinguere una posizione dall’altra, durante il processo. Il presidente Amato ha chiesto che i due giudici penali applicati si rechino a Pistoia due volte al mese. L’intenzione del tribunale è di procedere, dopo ottobre, a ritmi serrati, con un’udienza ogni 15 giorni. Amato ha anche anticipato che con ogni probabilità dopo ottobre confluirà nell’attuale processo anche il procedimento contro 30 imputati, sempre nell’ambito dell’inchiesta Untouchables, attualmente fermo davanti al Gup D’Addario. D’altra parte i fatti contestati sono gli stessi in tutti e due i casi.
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