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I cittadini sceglieranno il nome da dare all’ex Maeba

I cittadini sceglieranno il nome da dare all’ex Maeba

SAN MARCELLO. Un mese e mezzo dopo la posa della prima pietra - avvenuta il 3 maggio scorso, accompagnata da una cerimonia informale - la parte strutturale del nuovo edificio polifunzionale...

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SAN MARCELLO. Un mese e mezzo dopo la posa della prima pietra - avvenuta il 3 maggio scorso, accompagnata da una cerimonia informale - la parte strutturale del nuovo edificio polifunzionale progettato per l’area ex Maeba di San Marcello è quasi completata. Nei giorni scorsi la ditta appaltatrice, ha iniziato il primo abbozzo del tetto, la cui costruzione, per motivi di ordine tecnico, deve cominciare dalla parte centrale per poi proseguire sulle porzioni laterali. L’area, per ragioni di decoro urbano, è tuttora recintata con teli coprenti per nascondere il cantiere dalla vicina strada. Spesso però, gli abitanti di San Marcello e non solo, cedono alla tentazione di alzarsi in punta di piedi per gettare un’occhiata sullo stato dell’arte dei lavori in quell’area strategica, già sede di un locale da ballo che in passato fu meta prediletta per i giovani della montagna e della piana. Un attaccamento di cui l’Amministrazione comunale - che ha dato via ai lavori a fine estate 2013 per un costo totale di 495mila euro finanziati dalla Regione (200mila euro) e cofinanziati dal Comune con un piccolo contributo della Cassa di Risparmio - è ben coscia. Tanto che il sindaco Silvia Cormio e la sua giunta hanno pensato di far scegliere ai cittadini di San Marcello il nome della nuova struttura. “I lavori procedono a ritmo regolare – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Sonnj Paccagnini – come risulta dai controlli che, assieme al responsabile del procedimento e al direttore dei lavori, svolgiamo con cadenza settimanale”. «Come già annunciato dal sindaco – prosegue Paccagnini - abbiamo deciso che l’individuazione del nome avverrà in maniera partecipata, per coinvolgere al massimo la popolazione. In questi giorni stiamo valutando il mezzo migliore, che potrà essere un modulo cartaceo ritirabile in comune e compilabile o eventualmente il mezzo informatico, per recepire i suggerimenti dai cittadini. Fra questi avverrà poi la scelta del nome più gradito e più consono». (e.v.)

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