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Treni: pistoiesi e pratesi i pendolari più tartassati della Toscana
Sulla linea ferroviaria Viareggio-Firenze più di un treno su cinque arriva a destinazione in ritardo. Un disservizio che è destinato a ripercuotersi soprattutto sull'attività lavorativa
PISTOIA. Pistoiesi e pratesi, sono loro i pendolari più tartassati della Toscana. Il perché è presto spiegato: sulla linea ferroviaria Viareggio-Firenze più di un treno su cinque arriva a destinazione in ritardo. Un record di cui i passeggeri pratesi e pistoiesi non possono certo andare fieri, soprattutto perché questo disservizio è destinato a ripercuotersi sulla loro attività lavorativa.
Il paragone con la linea ferroviaria più vicina, la Prato-Bologna, è davvero impietoso: sulla vecchia Direttissima “soltanto” l’11 per cento dei treni regionali non rispetta le tabelle di marcia, eppure negli ultimi mesi i bonus per i disservizi ferroviari è arrivato regolarmente.
Questo è ciò che emerge dal monitoraggio del Tirreno, visibile sul liveblog #pendolaritoscana, che ha preso in esame la quasi totalità dei convogli locali che hanno circolato dal lunedì al venerdì dalle 6 alle 9 e dalle 17 alle 19 – le fasce orarie più frequentate – durante l’orario invernale, in vigore dal 16 dicembre 2013 al 15 giugno scorso.
Sulla linea Viareggio-Pistoia-Prato-Firenze i treni che abbiamo analizzato sono stati 4.879, circa 50 al giorno. Di questi, 1.031 (il 21%) sono arrivati a destinazione con più di cinque minuti di ritardo, il limite che secondo il contratto di servizio stipulato fra la Regione e Ferrovie divide i convogli puntuali da quelli ritardatari. 3.848 (il 79%) sono invece i regionali che hanno rispettato l’orario affisso nelle stazioni, senza far attendere i passeggeri sotto le pensiline.
Ma le linee ferroviarie problematiche sono anche altre: la Pisa-Aulla, seppur con un traffico ridotto, ha registrato lo stesso risultato della Viareggio-Firenze, mentre la linea Faentina che passa da Pontassieve sale sul gradino più basso del podio con l’80% dei convogli in orario.
Le migliori tratte ferroviarie toscane sono invece la Cecina - Saline di Volterra, la Campiglia - Piombino Marittima e la Prato - Bologna, con ritardi attorno al 10 per cento del campione analizzato. Nel caso della vecchia Direttissima, oggi utilizzata solo da Intercity e locali, su un campione di 1.237 regionali monitorati, 1.098 hanno rispettato l’orario programmato e 139 (l’11%) lo hanno disatteso.
Sulla Viareggio - Firenze circolano anche quattro dei dieci peggiori treni toscani, almeno se li giudichiamo per la loro puntualità. Il primo è il numero 3040, che parte da Santa Maria Novella alle 6.03, ferma a Prato Centrale alle 6.21, a Pistoia alle 6.38 e arriva a Pisa alle 8.25.
Qualche mosca bianca esiste – è il caso del convoglio Firenze - Pistoia che parte da Santa Maria Novella alle ore 8.47, regolare in 112 viaggi su 120 – ma il trend generale dei treni regionali è piuttosto negativo. Fino a metà aprile l’ultima tappa era quella di Lucca, poi le Ferrovie hanno allungato il percorso del treno fino alla città della torre, ma i disagi non sono certamente diminuiti. Su 120 corse analizzate, infatti, il 3040 ha steccato in 64 occasioni (nel 53,3 per cento dei casi). Risultato simile per il convoglio 11815, che però collega Viareggio a Lucca. E i viaggiatori pratesi e pistoiesi, costretti spesso ad attendere minuti e minuti in stazione o sui vagoni, vorrebbero evitare di continuare a mettere alla prova la loro pazienza.
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