Il dolore
Gli insegnanti precari in rivolta
Riuniti in un comitato, oggi manifestano davanti al Provveditorato
PISTOIA. Scatta la protesta degli insegnanti precari delle scuole superiori della provincia di Pistoia. Un loro nutrito gruppo si è costituito nel comitato “Per una scuola giusta” e rappresentato legalmente dall’avvocato Caterina Misciagna, specialista di diritto scolastico, al fine di rivendicare l’applicazione di un criterio di ripartizione più equo nelle cosiddette “immissioni in ruolo”, vale a dire nella stipula dei contratti a tempo indeterminato dei docenti. Gruppo che stamani alle 12 protesterà davanti al provveditorato, a Pistoia. «Negli anni passati - spiega l’avvocato Misciagna - sono state effettuate tantissime immissioni in ruolo nelle scuole elementari e medie e molto poco nelle superiori, per motivi a noi non noti e con l’inspiegabile avallo dei sindacati». Per il legale «si è quindi venuta a creare una situazione paradossale con le scuole elementari e medie che abbondano di docenti “di ruolo” e le superiori che abbondano di “supplenti”. È venuto adesso il momento di porre rimedio a questa disparità, che danneggia peraltro la qualità dell’insegnamento nelle scuole superiori, in quanto la continua alternanza di supplenti non garantisce un’adeguata continuità didattica agli alunni, specialmente nel sostegno».
I precari chiedono di adeguare l’organico delle scuole superiori a quello delle scuole elementari e medie, peraltro in applicazione di una direttiva dell’ufficio scolastico Regionale della Toscana, la nota 1925 del 18/02/2014, che raccomanda di utilizzare come parametro delle immissioni in ruolo il cosiddetto “organico di fatto”».
Maria Salerno
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