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Pistoia

cosa fanno le altre cittÀ

Lucca aumenta i controlli, a Pisa gli studenti protestano

PISTOIA. Lo scontro di visioni tra amanti della vita notturna e commercianti e residenti delle zone della movida è storia antica che accomuna tutte le città. Comune che vai, soluzione che trovi. O...

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PISTOIA. Lo scontro di visioni tra amanti della vita notturna e commercianti e residenti delle zone della movida è storia antica che accomuna tutte le città.

Comune che vai, soluzione che trovi. O quantomeno, tentata soluzione. Negli ultimi anni le amministrazioni delle città toscane che hanno deciso di “regolamentare” la vita notturna sono aumentate esponenzialmente. Tutte con lo stesso problema di riuscire a dare un colpo al cerchio e uno alla botte: permettere ai residente di passare notti serene e non limitare il diritto al divertimento e le attività dei commercianti. Così mentre l’amministrazione di Pistoia si trova tra l’incudine e il martello, città limitrofe hanno già preso le loro decisioni. La soluzione perfetta sembra non essere ancora stata inventata, ma i tentativi delle altre città toscane potrebbe essere utili come termine di paragone e guidare nella scelta che l’amministrazione sembra dover prendere a breve.

A Pisa la nuova ordinanza del prefetto, che è entrata in vigore questo15 maggio, prevede il divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche in qualunque contenitore, e di ogni altra bevanda in contenitori di vetro, in alcune zone del centro storico di Pisa più interessate dal fenomeno della movida, nonché di detenzione, in luogo pubblico, di bevande alcoliche. Per quanto riguarda piazza dei Cavalieri e piazza delle Vettovaglie (zona clou dell’aggregazione notturna), il divieto è stato esteso anche alla detenzione in luogo pubblico di ogni altra bevanda in contenitori di vetro. Chi applauude? Residenti e Confcommercio, che però indica come vero problema la vendita abusiva di alcolici per le strade cittadine e richiede più controlli.

Arrabbiati, se non di più gli studenti universitari, che giudicano la presa di posizione del Comune come un ritorno al proibizionismo e che nelle scorse settimane hanno organizzato diverse proteste.

A Lucca, città sicuramente più paragonabile a Pistoia vista la minor densità di studenti universitari rispetto alla città della torre pendente, l’ordinanza anti movida ha suscitato meno protestate. Portata avanti da un gruppo di residenti agguerriti del centro, oltre alle limitazioni previste dall’ordinanza “pisana” ha aggiunto un coinvolgimento e una responsabilità maggiore dei locali riguardo la pulizia dell’area adiacente alla propria attività e un limite preciso e ben regolamentato agli spettacoli serali. Non solo: sono aumentanti anche i controlli della polizia della polizia municipale che si protrarranno fino alle tre di notte.

Ludovica Monarca

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