Il dolore
Velo ok, il Comune cerca la ditta per installarli
Progetto approvato dal Ministero dei Trasporti, afferma il vicesindaco Belliti, e l’ufficio Viabilità avvia la procedura per i lavori
PISTOIA. Colonnine arancioni sì o no? Decisamente sì per il Comune di Pistoia, che aveva già risposto un mese fa in consiglio comunale all'interrogazione del consigliere 5 Stelle Maurizio Giorgi, dichiarando la legittimità del progetto pistoiese sulla sicurezza. E alcuni giorni fa, attraverso una determina di Francesco Bragagnolo, dirigente del servizio Mobilità, ha dato il via alla procedura per l'acquisto e l'installazione dei dispositivi antivelocità già presenti in via Montalbano, da Bonelle fino a Ponte Stella.
Saranno 59 anziché 61 perché, come aveva spiegato il vicesindaco Daniela Belliti in consiglio comunale "dal Ministero dei Trasporti ci hanno invitato a non considerare le zone in cui le colonne hanno una vicinanza ritenuta eccessiva rispetto alla carreggiata".
Quello dei Velo ok è un progetto annunciato da tempo dall'amministrazione comunale. Ne erano stati installati due lungo la tangenziale tre anni fa per rallentare le auto vicino ai cantieri di lavoro. Poi ne sono stati posizionati una decina lungo la via Montalbano (più comunemente nota come via Bonellina). Erano stati gli stessi residenti, esasperati dall'eccessiva velocità degli automobilisti, a sollecitare più volte durante incontri pubblici l'installazione di dissuasori lungo la strada. Non in tutte le colonnine è prevista la presenza dell'autovelox: sarà in uno, massimo due, a rotazione, con i vigili urbani nelle vicinanze per emettere l'eventuale sanzione.
I Velo ok sono dei dissuasori in voga da alcuni anni ma al centro di roventi polemiche, per una decisa presa di posizione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi. In consiglio comunale, Maurizio Giorgi ricordava una circolare del Ministero dei Trasporti in cui si evidenziava che questi dispositivi arancioni "non sono inquadrabili in nessuna delle categorie di dispositivo o segnaletica previste dal Codice della Strada, pertanto non sono suscettibili né di omologazione né di approvazione o autorizzazione". Dal Ministero consigliano anche di piazzarli fuori dalla carreggiata, come si fa con i cassonetti della spazzatura o le cabine telefoniche, perché "potrebbero costituire un pericolo". E in questo caso, le responsabilità di un eventuale danno potrebbero cadere in capo all'amministrazione comunale. Gli automobilisti, viste le dichiarazioni del ministro, potrebbero sentirsi autorizzati, se multati a presentare ricorso".
Daniela Belliti ha risposto che il progetto pistoiese per la sicurezza ha ottenuto il via libera dal Ministero dei Trasporti: "Da Roma ci hanno invitato a ridurre il numero: in alcuni casi è stata censurata l'eccessiva vicinanza alla carreggiata delle colonne. Ma il progetto è stato considerato legittimo".
Sul web si trova una nota del Ministero (Direzione generale per la sicurezza stradale) datata settembre 2013, che ribadisce la non omologazione e non approvazione dei Velo ok, ma aggiunge che l'unico uso legittimo è quello di contenitore temporaneo di misuratori di velocità di tipo approvato "nell'ambito delle strategie di controllo delle infrazioni, adottate dagli organi di polizia stradale". Esattamente quello che il Comune ha annunciato di voler fare.
L'intera operazione costa 227mila euro, recuperati da multe riscosse negli anni precedenti. I 59 Velo ok saranno installati lungo le seguenti strade extraurbane: via Montalese, via Fiorentina, via Vecchia Pratese, via Modenese, via San Felice e Piteccio, via Vecchia Provinciale Lucchese, via Pieve a Celle, via Bassa di San Sebastiano, via Gora e Barbatole, via Sciabolino. Attraverso la determina 971 del 27 maggio, il Comune dà il via alla procedura per l'affidamento dei lavori con aggiudicazione al prezzo più basso preceduta da un avviso esplorativo.
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