Sicurezza
Siamo al collasso, servono investimenti
La denuncia delle Rsu: ad un anno dal trasferimento nel nuovo ospedale poco personale e niente cure intermedie
PISTOIA. «Se la Regione crede nell’intensità di cure doti Pistoia e il nuovo ospedale degli investimenti necessari». Le Rsu del comparto sanità hanno inviato ieri mattina una lettera all’assessore regionale al Diritto alla Salute, Luigi Marroni, al presidente della Conferenza dei sindaci, Samuele Bertinelli, e al presidente della Società della salute, Daniele Bettarini. Chiedono un incontro urgente con Marroni e con i vertici politici locali in tema di sanità.
«Negli incontri avuti con la dirigenza Asl - spiega Paolo Tosi, coordinatore delle Rsu - ci viene ripetuto che l’Azienda ha dei vincoli di spesa, ma la situazione è al collasso. Il rischio è che la professionalità che gli operatori cercano di garantire ogni giorno sia minata da un sovraccarico di lavoro non più tollerabile».
Mancanza di personale e assenza di un filtro sul territorio rendono inefficiente, secondo le Rsu, il modello per intensità di cure fortemente voluto in primis dalla politica e dalla Regione. Ed è con l’assessore regionale che ora i rappresentanti dei 2500 lavoratori pistoiesi del comparto sanità chiedono un confronto. «L’intensità di cure - afferma Massimo Ciuti, vicecoordinatore Rsu - consente di risparmiare sulle spese fisse ospedaliere, ma se non sono presenti basi d’appoggio sul territorio e personale in numero adeguato il progetto fallisce».
Dopo mesi di confronti e assemblee con gli operatori pistoiesi della sanità, le Rappresentanze sindacali unitarie hanno deciso di inviare una lettera a Marroni e convocare una conferenza stampa. Erano presenti: Alfio Zei, Marco Fedi, Mauro Girolami, Massimo Ciuti (vicecoordinatore) e Paolo Tosi (coordinatore)
La situazione attuale è quella che evidenziano i dati: «Nel primo trimestre 2013 - informa Tosi - gli accessi al Pronto soccorso del San Jacopo sono stati circa 1100 in più rispetto al Ceppo, perché il nuovo ospedale - per tutta una serie di motivi - attrae, ma la mancanza di strutture a sostegno sul territorio favorisce il ripresentarsi dei pazienti al Pronto soccorso».
Non sono ancora decollate le “cure intermedie”: «Dove e quando saranno dislocati i posti letto promessi sul territorio per accogliere i pazienti dimessi dall’ospedale?».
«Nell’incontro avuto con la dirigenza il 14 marzo - spiegano le Rsu - sono stati esposti una serie di profondi cambiamenti organizzativi vincolati dall’attuale situazione di difficoltà nel reperire risorse economiche e da un aumento delle richieste da parte della popolazione anziana di servizi socio sanitari. In questo quadro gli operatori della sanità hanno affrontato un cambiamento epocale: il trasferimento al San Jacopo, con l’attuazione del nuovo sistema assistenziale per intensità di cura».
Alla riorganizzazione della rete ospedaliera, affermano le Rsu, fanno da contraltare «lo scarso potenziamento dei servizi territoriali, e un ripensamento di interi settori e dipartimenti (citano la Prevenzione, ndr) attuati con atti unilaterali senza tenere conto delle istanze dei lavoratori. Con i contratti bloccati dal 2009 e una carenza costante negli organici, rischiano di non essere più garantiti i livelli minimi di qualità».
Il confronto con la dirigenza pistoiese prosegue, ma le Rsu ora guardano direttamente ai vertici politici regionali: «A quasi un anno dal trasferimento al San Jacopo - dicono Tosi e Ciuti - non è stata raggiunta la presenza minima di personale stabilita per i vari livelli di assistenza prima del trasferimento». Con il personale in affanno per straordinari, maternità e malattie non sostituite e l’assenza di un adeguato sostegno dal territorio in termini di cure intermedie e Case della Salute, la situazione rischia di diventare esplosiva. «A Prato, dov’è stato inaugurato a settembre il nuovo ospedale, vivono gli stessi problemi. Serve una risposta politica». In termini di investimenti.
Tiziana Gori
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