Il Tirreno

Pistoia

Ora è ufficiale: Paolo Moretti rimane per altri due anni

di Elisa Pacini
Ora è ufficiale: Paolo Moretti rimane per altri due anni

Il coach: “Decisivi la sintonia con la società, l’amore per la città e l’affetto mostrato nei miei confronti”

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PISTOIA.  Atmosfera da grande evento al PalaCarrara per la conferenza stampa in cui Paolo Moretti ha spiegato quanto, oltre al cuore, sia stato soprattutto il cervello a spingerlo a prolungare il rapporto con la società con cui “si completa” e con una città con cui c’è ormai “un legame sottopelle”. Un’ ora e passa di confronto con la stampa, diretta tv last minute con Tvl a riprendere integralmente la prima conferenza stampa del coach biancorosso sul futuro dopo la firma di un contratto biennale. Un futuro che per il tecnico quarantaquattrenne aretino di nascita, rimane legato a quella società con cui da tre anni si ripete “che meglio di così non possiamo fare” visto il susseguirsi di risultati inaspettati come la finale promozione di Legadue nel 2012, la promozione lo scorso giugno e la prima entusiasmante stagione in A1 in cui (a detta di Moretti) “abbiamo davvero toccato il cielo con un dito”.

Biennale. Cuore e cervello si diceva, in egual misura, perché “Paolino” seduto accanto ai vertici societari (Roberto Maltinti ed Ivo Lucchesi) e ad uno degli sponsor principali come Maurizio Carrara, evidenzia che in questo periodo ha esaminato bene possibilità e rischi che può portare la sesta stagione (e mezzo) consecutiva sulla panchina di Pistoia. “Ho passato un periodo in cui mi sono fatto delle domande- dice Moretti- soprattutto sul timore di perdere quell’entusiasmo che abbiamo risollevato in questi anni con il basket a Pistoia. Un entusiasmo confermato dai tantissimi abbonamenti fatti in pre-season, dal grande apporto di pubblico che c’è stato anche in trasferta, da quegli striscioni che ho ancora tutti in mente, dall’invasione dei bambini al termine dell’allenamento e…lasciatemelo dire da quello che abbiamo fatto fino a gara5 a Milano. Se ci penso mi vengono ancora i lucciconi”. “Il non riuscire ad ottenere gli stessi risultati e perdere così il feeling con la città mi spaventa ma poi mi sono risposto che ripartiremo con lo stesso metodo di lavoro, con la stessa volontà e passione, con la voglia della società di migliorarsi sempre fino ad aggiungere dietro le quinte un pezzo importante come Giacomo Galanda. E mi sono detto…perché dovremo perdere questo feeling?”. Un discorso fiume che ha mostrato un Paolo Moretti, se possibile, ancora più motivato di sempre. Che dopo aver preso tempo alla proposta di febbraio della società di prolungare il suo contratto (“l’ho letto come un segnale di maturità che evidenziata la voglia di programmare”), ha deciso di firmare un biennale che da coach dei miracoli, lo porterà ad essere il coach dei record visto che è già il tecnico più longevo del basket italiano per numero di presenze sulla stessa panchina (206).

Le altre pretendenti. Anni in cui il “metodo Pistoia”, come ha chiamato il modus operandi portato avanti in questi anni con il suo staff e la società, si è strutturato ed è pronto a farsi modello visto che- come sembra con i problemi di Siena- Pistoia il prossimo anno sarà l’unica società toscana di serie A. “Dentro di me- continua Moretti- pensavo che il mio ciclo a Pistoia finisse quest’anno, ogni gara la interpretavo come un passo che mi avvicinasse a questa meta ma la stima dimostratami dalla società e i risultati di questa stagione co hanno convinto che il percorso possa continuare”. Moretti relega le altre piazze a cui è stato avvicinato per tutto l’anno, con Roma e Virtus Bologna in testa, ad una battuta della lunga conferenza stampa “nessuna mi ha cercato con la voglia dimostrata da Pistoia per trattenermi” e inquadra i punti su cui lavorare per cementare il “trade mark”, il marchio di fabbrica che il Pistoia Basket “tutto”, dovrà avere per crescere.

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Brand biancorosso. Tutto perché la parola settore giovanile, rimbalza più volte nel discorso di Moretti. “Sento molto questa responsabilità di fare di Pistoia un’attrattiva- continua il coach- anche per il settore giovanile, decisivo per la prima squadra anche a livello di budget perché se noi avessimo due ragazzi da aggregare alla serie A dal settore giovanile, risparmieremo una parte di budget da destinare ad altro. Purtroppo l’ultimo ragazzo uscito dal vivaio è Lorenzo Saccaggi che è un ’92, mentre quest’anno escono i ’95. Spero che il lavoro di collante di Gek e di Cristiano Biagini che tornerà ad essere impegnato solo nel settore giovanile, ciu aiuti”. Confermatissimo il resto dello staff tecnico: dal vice Fabio Bongi a Luca Civinini fino allo staff medico- atletico. E Moretti conferma che, nella riorganizzazione del settore giovanile, potrebbe inserirsi il ritorno a Pistoia del figlio Davide che aspetterà fine giugno per sapere i progetti della Stella Azzurra Roma con cui quest’anno ha disputato le finali nazionali Under 19 ed Under 17, condite entrambe con un po’ di delusione in quanto la squadra capitolina era tra le favorite in entrambe le competizioni. Sulla squadra il coach “inizierà a pensare da oggi”, anticipando che il modello 5+5 rimane quello più vicino all’idea societaria e che tutto partirà dal confronto con gli italiani di questa stagione e con Lorenzo Saccaggi sotto contratto. Sulla nuova avventura dietro la scrivania del suo ex capitano Gek Galanda, Moretti chiude “Penso che aver visto con la canotta biancorossa giocatori come Galanda e Fucka sia un orgoglio per Pistoia. Devo dire che, ad onor del vero, anche Gregor si era seduto al tavolo con la società più volte al momento del suo ritiro dal campo ma probabilmente i tempi non erano ancora maturi per una collaborazione di altro tipo. Il fatto che entrambi abbiamo visto nel Pistoia Basket margini di crescita, è una doppia soddisfazione per la società, Delle parole di Gek mi è piaciuta molto la grande disponibilità. Il prossimo anno avremo un grande vuoto di basket in Toscana e se ci faremo trovare pronti, anche con l’aiuto e le idee di persone come Galanda, potremo davvero fare qualcosa di importante”.

 

 

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