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Pistoia

In questura arriva la Spy pen capace di registrare audio e video

In questura arriva la Spy pen capace di registrare audio e video

Il Sap distribuirà le penne il 23 giugno a una decina di agenti: «Più sicuri noi e i cittadini» No al numero identificativo sui caschi: «Vorremmo invece la presenza del magistrato in piazza»

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PISTOIA. Sembrano delle normali penne da tenere nel taschino ma in realtà nascondono un tecnologia alla 007.

Sono le Spy pen, penne capaci di registrare audio e video, che saranno consegnate lunedì 23 giugno durante una conferenza stampa in questura ad una decina di agenti iscritti al Sap. Pistoia è la seconda città in Toscana nella quale debutta la Spy pen. "In questo modo garantiamo non soltanto la nostra sicurezza - spiega Andrea Carobbi, segretario provinciale del Sap - ma anche quella dei cittadini. Troppo spesso infatti ci troviamo con accuse addosso su fatti che non sono mai successi. Durante le operazioni, possiamo ora registrare quello che succede e avere quindi un riscontro reale dei fatti". Una prova, insomma, anche se le parole e le immagini che vengono riprese con la biro da 007 non possono costituire elementi di prova in tribunale.

Le Spy pen hanno una memoria da 8 giga, una batteria che può durare fino a 6 ore, e costano dai trenta ai cinquanta euro ciascuna. Soldi che le questure non possono permettersi di pagare e che spingono il sindacato a fare un appello: "La penna non serve solo per la nostra, di sicurezza - aggiunge il segretario - ma anche per quella dei cittadini. Per questo chiediamo alle imprese che ci diano una mano ad acquistare le Spy pen, in modo tale che possano essere distribuite anche agli altri agenti".

Rimane il no secco da parte del Sap al numero identificativo sui caschi: "Due i motivi sostanziali - dice Carobbi - il primo: il giorno successivo alla manifestazione spunterebbero numeretti e denunce anche al solo scopo di colpirci e rallentare l'accertamento delle responsabilità reali. Secondo: considerata la permeabilità del sistema-Italia e mi riferisco al diritto più privato cioè quello della corrispondenza, c'è il rischio reale che come le conversazioni telefoniche viaggiano a una velocità iperbolica, altrettanto velocemente viaggerebbero le identità dei singoli e delle loro famiglie".

"Se avessimo qualcosa da nascondere non chiederemmo di essere fono-videoregistrati. Vorremmo invece la presenza del magistrato in piazza: il pm non è un giudice, è il dominus delle indagini preliminari che non perdonerebbe nulla a noi, ma sarebbe costretto a verificare e prendere atto di ciò che succede, se non altro per condividere una sana responsabilità, perché è opportuno che tutti, prima di giudicare, provino il brivido delle fiamme che divampano sotto i piedi, del sibilo delle biglie di acciaio e delle sbarre di ferro vicino alle orecchie. Si giudica il mondo in un'altra maniera e si valutano le cose per quello che sono realmente e non per ciò che accadrà nell'aula di un tribunale, sui quotidiani o nei circuiti mediatici. Il Sap chiede di avere strumenti efficaci per tutelare i cittadini e garantire il diritto a manifestare".

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